la Repubblica, 3 febbraio 2026
Cappella Sistina, al via una manutenzione straordinaria di tre mesi
Giudizio Universale trent’anni dopo. Nel solco del restauro più importante del secolo scorso, quello che svelò suscitando grande stupore una nuova tavolozza di Michelangelo, s’inaugura ora nella Cappella Sistina una manutenzione straordinaria di tre mesi.
Un intervento di pulitura che restituirà qualità cromatica e luministica agli 800 metri quadrati di superficie pittorica, a quelle 391 figure in cui si legge l’ansia di chi sale faticosamente in cielo e il terrore delle anime che precipitano all’inferno, condannate dal gesto senza appello di Cristo Giudice.
Un grande telo riprodurrà ad alta definizione l’intera immagine del Giudizio, nascondendo i ponteggi sui quali opererà l’équipe del Laboratorio di Restauro dei Musei Vaticani, garantendo regolare apertura della Cappella Sistina a fedeli e visitatori. Ad annunciarlo è Barbara Jatta, direttrice dei Musei Vaticani: «A circa trent’anni dall’intervento conservativo che fu completato nel ‘94 sotto la supervisione del Direttore Generale Carlo Pietrangeli ed eseguito dal Capo Restauratore del Laboratorio di Restauro Dipinti e Materiali lignei dei Musei Vaticani Gianluigi Colalucci, prenderà il via una manutenzione straordinaria del capolavoro della maturità di Michelangelo». Commissionato al Buonarroti nel 1533 da papa Clemente VII, avviato nel 1536 sotto il pontificato di Paolo III, si concluse nel 1541, quando – come scrisse Giorgio Vasari – “riempì di stupore e meraviglia” tutta Roma.
Una manutenzione preventiva, volta alla salvaguardia dell’affresco, mediante la rimozione sistematica dei depositi accumulatisi nel tempo. Finora, operazioni condotte solo in orario notturno e con l’ausilio di piattaforme mobili avevano riguardato le pareti con le lunette michelangiolesche, la serie dei Pontefici e le grandi scene quattrocentesche. Precisa Paolo Violini, Capo Restauratore del Laboratorio di Restauro Dipinti e Materiali lignei dei Musei Vaticani: «Il Giudizio universale è oggi al centro di una specifica campagna di manutenzione, resa necessaria per la presenza di una diffusa velatura biancastra, prodotta dalla deposizione di microparticelle di sostanze estranee veicolate dai movimenti d’aria, che nel tempo ha attenuato i contrasti chiaroscurali e uniformato le cromie originarie dell’affresco». Un intervento in continuità con il lavoro di Gianluigi Colalucci, scomparso nel ’21 e che trovandosi a tu per tu con Michelangelo, aveva dichiarato: «Un artista che ha del sovrannaturale. Ho ormai negli occhi la sua pittura. Ma l’uomo, col passare del tempo, diventa sempre più incomprensibile. Più vado avanti e più Michelangelo mi sfugge».