corriere.it, 3 febbraio 2026
La storia del coyote arrivato a nuoto ad Alcatraz: «È il primo della sua specie a visitare l’ex prigione»
Ha nuotato per quasi due chilometri attraverso la baia di San Francisco per raggiungere l’isola di Alcatraz, nota per la presenza del carcere di massima sicurezza, oggi dismesso, che fu operativo dall’11 agosto 1934 al 21 marzo 1963. Un coyote è stato avvistato per la prima volta l’11 gennaio da un turista che lo ha segnalato ad Aidan Moore, dipendente dell’Alcatraz City Cruises, la compagnia che fornisce i servizi per raggiungere in traghetto l’isola, oggi una delle destinazioni turistiche più popolari della città. «Floyd», come è stato soprannominato l’esemplare, è stato immortalato in un video dove appare stanco e, una volta uscito dall’acqua, tremante per il freddo. Il coyote (Canis latrans) è un canide che può vivere in modo solitario, in coppia o in piccoli branchi, a seconda della disponibilità di cibo e dell’habitat: è, quindi, possibile che quello arrivato ad Alcatraz sia stato spinto dalla necessità di trovare nuovi territori, abbandonando «la terraferma troppo affollata».
Se potrà restare sull’isola «dipende interamente da come si comporterà», ha spiegato alla Bbc Moore, che ha condiviso il filmato del viaggio del coyote. I biologi e il personale del parco stanno monitorando l’animale per capire come sopravvive e se possa mettere in pericolo la colonia riproduttiva di uccelli marini che vive sull’isola, che rimane aperta ai visitatori. «Floyd deve riuscire a catturare abbastanza uccelli per soddisfare le sue esigenze alimentari», ha spiegato Moore. «Potrebbe mantenersi idratato con l’acqua delle pozzanghere e dei giardini dell’isola dove non esiste acqua potabile», ha aggiunto Janet Kessler, naturalista autodidatta che documenta il comportamento dei coyote a San Francisco da circa 20 anni. Per Moore, nella vicina Angel Island, vivono almeno 16 coyote che prosperano grazie alla presenza di acqua dolce e di prede più grandi, come i cervi. «Sebbene i coyote siano adattabili», Moore si è detto preoccupato per il futuro di Floyd e sta insistendo per un intervento: «Trovarlo potrebbe essere una sfida, perché i coyote sono “maestri del travestimento», ha aggiunto. Moore e i suoi colleghi hanno cercato di individuarlo durante le loro passeggiate, ma hanno trovato solo tracce di uccelli mangiati ed escrementi, sottoposti ai test del dna per comprendere meglio le origini dell’animale.
Secondo il Golden Gate National Recreation Area, che gestisce l’isola, si tratta della prima presenza documentata di coyote ad Alcatraz da quando è stata ceduta al National Park Service nel 1972.
Project Coyote, un’organizzazione che si occupa di educazione scientifica e convivenza, teme che l’ondata di visitatori ad Alcatraz possa rappresentare un rischio per la sicurezza sia degli animali che dei turisti. «La maggior parte dei conflitti con i coyote derivano dal fatto che gli esseri umani li nutrono, intenzionalmente o meno», conclude Camilla Fox, fondatrice di Project Coyote. «I coyote sono pieni di risorse e capaci di convivere con gli umani anche negli ambienti urbani densamente popolati. Quindi, se non venisse molestato, crediamo che questo coyote potrebbe sopravvivere sull’isola, anche senza un compagno. È una novità per tutti. Staremo a guardare e a vedere cosa fa questo coyote. Immagino che, a un certo punto, se vorrà tornare indietro, nuoterà».