Corriere della Sera, 3 febbraio 2026
I tre cacciatori trovati morti «Nessuno si è suicidato»
Ieri doveva essere il giorno del silenzio e del lutto a Patti, nel Messinese, per i funerali di una delle vittime della strage dei cacciatori di Montagnareale. Invece la Procura ha deciso di fermare tutto, rinviando la restituzione delle salme. I pm, dopo le autopsie di sabato, hanno chiesto ora le dattiloscopie, l’analisi delle impronte digitali, che potrebbe chiarire se e chi, fra i tre uomini, abbia premuto il grilletto quella mattina nel bosco. Le autopsie, però, hanno già consegnato delle certezze. Nessuno tra Antonio Gatani, 82 anni, e i fratelli Devis e Giuseppe Pino, di 26 e 44 anni, è stato colpito alle spalle e nessuno si è tolto la vita. Sembrerebbe poi che i tre non si conoscevano. Per questo non si esclude una lite improvvisa, degenerata in una sparatoria. Nei corpi dei due fratelli sono stati trovati proiettili dello stesso tipo, partiti dalla stessa arma. Resta però un’ombra: quella di un possibile quarto uomo, forse l’ultimo a sparare e poi a fuggire. Decisivi potrebbero essere l’analisi dei tabulati telefonici e l’incrocio delle celle agganciate in quelle ore.