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 2026  febbraio 03 Martedì calendario

«Le opposizioni votino con noi». Sicurezza, la mossa del governo

Dopo i violenti scontri di Torino durante il corteo contro la chiusura del centro sociale Askatasuna, e in vista delle Olimpiadi di Milano e Cortina, il governo si muove deciso sul tema sicurezza. Proponendo, come farà il Consiglio dei ministri domani, un decreto accompagnato da un disegno di legge per dare una forte stretta su violenza giovanile (il «coltello facile»), scudo penale per le forze dell’ordine e con ogni probabilità anche il fermo preventivo di polizia di 12 ore per «soggetti sospetti» in vista di cortei e manifestazioni. Non dovrebbe esserci invece la cauzione per gli organizzatori di manifestazioni che pretende la Lega: freddi FI e FdI.
Con questo spirito, e in attesa di capire se esistono rilievi del Quirinale, il governo fa di più: invita l’opposizione a condividere attraverso una risoluzione comune l’intenzione di opporsi ai violenti, già in questa settimana, quando il ministro Piantedosi si presenterà in Parlamento. Appello che al momento è respinto dal Pd: no alla violenza ma nessuna condivisione preventiva su testi che verranno esaminati in Parlamento.
La giornata inizia con un summit inusuale nel suo format: vi partecipano la premier Meloni, i vice Salvini e Tajani, i ministri Piantedosi e Nordio, i sottosegretari alla presidenza Mantovano e Fazzolari, il capogruppo azzurro Gasparri e tutti i vertici delle forze dell’ordine. Alla fine, da Palazzo Chigi arriva un comunicato in cui è scritto che la premier e il governo «ribadiscono il pieno sostegno alle forze dell’ordine e, in questa delicata fase – anche alla luce delle dichiarazioni della segretaria del Pd, Elly Schlein – intendono rivolgere all’opposizione un appello a una stretta collaborazione istituzionale». Per questo i capigruppo di maggioranza «hanno ricevuto mandato di proporre a quelli di opposizione la presentazione di una risoluzione unitaria in tema di sicurezza, che potrebbe essere votata già questa settimana in occasione delle relazioni del ministro Matteo Piantedosi».
La proposta è chiaramente volta a «incastrare» l’opposizione con un voto, anche su una risoluzione piuttosto generica, per avere il via libera alla stretta che arriverà con decreto e con ddl. Un modo per sminare il campo da eventuali critiche o, ancora più, per poter poi dire in caso di mancato accordo: parlano ma sui fatti restano sempre gli stessi, amici dei «violenti».
E infatti per ore non arriva alcuna dichiarazione, se non quella di Angelo Bonelli di Avs che osserva come non esista un testo e comunque «noi abbiamo fatto proposte come l’aumento degli organici delle forze dell’ordine, ma sono state tutte bocciate». Poi interviene il leader del M5S Giuseppe Conte, che prima rimprovera Meloni perché il governo ha gravemente «sottovalutato» il tema sicurezza, poi rilancia: «Il governo è davvero disponibile a fare le cose con serietà e responsabilità senza approfittare del singolo episodio per tattiche strumentali? Se sì, noi ci stiamo e siamo disponibili a verificarlo», condividendo «una risoluzione che impegni il governo a dare le risposte che fin qui non ci sono state, a partire da maggiori investimenti per sopperire alle carenze di organico nelle forze dell’ordine e più fondi per rendere sicure le nostre città».
A sera finalmente la presa di posizione del Pd, che mette un punto: «Domani (oggi, ndr) abbiamo in calendario alle Camere un’informativa sulla sicurezza del ministro Piantedosi, non si vota. In quella sede ribadiremo la netta condanna verso l’aggressione degli agenti a Torino e la solidarietà alle forze dell’ordine, come tutti abbiamo già fatto immediatamente. Il Pd ha già chiesto attraverso la sua segretaria Elly Schlein di non fare strumentalizzazione politica su questo tema», scrivono i capigruppo Boccia e Braga. Aggiungendo: «Ma se il governo intende approvare già mercoledì nuove misure già annunciate e propagandate in queste settimane, su di esse ci confronteremo nella sede opportuna che è il Parlamento, attraverso l’esame di un provvedimento di legge».
Insomma, nessun voto al buio e nessuna confusione tra l’episodio e le misure che saranno adottate, mentre da Azione arriva la disponibilità a discutere e Iv è più cauta: «La sicurezza è una emergenza nazionale che va gestita nell’interesse dei cittadini e non sottoposta a logiche di parte e strumentalizzazioni».
Difficile quindi capire cosa succederà, Piantedosi dovrebbe appunto tenere una informativa (che non prevede voto) oggi alla Camera, e in Senato la conferenza dei capigruppo deciderà. Si sposterà magari a giovedì, trasformandolo in comunicazioni, in entrambe le Camere per permettere il voto su un testo? Su questo si discute, nella notte.