Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  febbraio 02 Lunedì calendario

Ora l’influencer si clona con un gemello digitale

La sceneggiatura è questa: un video mostra una persona alle prese con un problema di semplice risoluzione. Ma questa, invece di proseguire per la via più logica e veloce, si complica la vita per arrivare allo stesso risultato. Khaby, qui, entra in gioco. A fine video mostra la soluzione facile (e spesso più intuitiva), dopodiché fa un gesto con le mani, quasi a dire: «Visto, è così ovvio».
Il segreto di questo giovane influencer di Chivasso, nel torinese, è il silenzio. Nei suoi video, infatti, lui non parla. La sua comicità viene veicolata unicamente dalla mimica facciale e dai gesti. Un dettaglio all’apparenza insignificante ma che ha permesso al suo lavoro di bucare la bolla italiana e di arrivare da subito a un pubblico internazionale.
I numeri parlano chiaro, sui social network (tra Instagram e TikTok), Khaby Lame (all’anagrafe Khabane Serigne Lame) ha raccolto più di 360milioni di follower. È tra gli influencer più seguiti al mondo e ha realizzato partnership con importanti aziende multinazionali. La scorsa settimana, l’11 gennaio, una nota stampa ha annunciato che Lame e i suoi soci hanno ceduto il 100 per cento della loro azienda, Step Distinctive, alla società Rich Sparkle Holdings Limited: una piccola compagnia di Hong Kong attiva nel mercato dei bilanci finanziari. Questa transazione avviene attraverso un sistema poco intuitivo ma diffuso, quello dello scambio di azioni: Lame e partner hanno ricevuto un pacchetto della Rich Sparkle per un valore totale di 975milioni di dollari.
Tra i soci di Lame c’è anche la società cinese Anhui Xiaoheiyang Network Technology Co, cioè una compagnia che si occupa della gestione dei tiktoker più famosi, soprattutto in Cina. La notizia però è un’altra: con questo accordo, infatti, non c’è solo lo scambio economico, ma c’è di mezzo un “gemello digitale”. La società cinese già socia dell’influencer gestirà così con esclusività piena tutti i diritti sui suoi dati biometrici. Lo scopo è quello di creare un cosiddetto digital twin: un clone digitale che emula attraverso l’utilizzo di intelligenza artificiale e algoritmi gestualità, voce e volto del giovane ragazzo piemontese. Ma a cosa serve? A ottimizzare la produzione video di Lame, senza che però vi sia sempre lui presente. Insomma, l’influencer da 4miliardi di dollari l’anno (dice una valutazione della società RichSparkle) delegherà a un suo avatar una parte del lavoro, automatizzando alcuni processi e permettendo una collaborazione più snella e costante con brand che lo vogliono come testimonial.
La compagnia di Hong Kong, nel comunicato, ha scritto che l’integrazione di questo strumento permetterà una «produzione di contenuti su larga scala senza limiti di programmazione umana e fusi orari». Il clone di Khaby lavorerà quindi 24/7. Ora, questa operazione quasi distopica, si inserisce all’interno di un contesto di frettoloso cambiamento. L’arrivo delle piattaforme digitali (social come YouTube, Instagram e TikTok) ha permesso l’emergere di una nuova forma di lavoro a metà tra l’intrattenimento e la pubblicità: un mestiere che ha regole tutt’ora poco chiare, e che oggi viene indicato con il termine “influencer” o “content creator”.
Mentre gli influencer tradizionali sono persone reali, da qualche tempo esistono anche quelli virtuali. Cioè “persone” digitali che non esistono, e che realizzano contenuti a ciclo continuo. Alcune volte hanno fattezze cartoonesche, magari con riferimento alla cultura anime giapponese, altre volte sono avatar fotorealistici realizzati attraverso un mix tra computer grafica e intelligenza artificiale.
E con il veloce progredire della tecnologia, questi modelli all’inizio parecchio posticci e con movimenti legnosi stanno prendendo sempre più la fluidità, la naturalezza e la responsività umana. E il settore delle star virtuali passa dal marketing e arriva alla musica, tanto che si possono animare completamente al computer o attraverso un sistema di cosiddetta motion capture (cattura del movimento), con una persona umana a fare da modello.
È un settore in rapida crescita. Secondo uno studio di Grand View Research, nel 2030 il mercato dei virtual influencer avrà un valore di 45,88 miliardi di dollari. E quello asiatico è tra i mercati in rapidissima ascesa. Così Khaby Lame e il suo “gemello” stanno gettando le basi per un impero digitale. Sarà una situazione da «visto, è semplice», tipica di Khaby, oppure – come i protagonisti dei suoi video – si sta solo complicando la vita?