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 2026  febbraio 02 Lunedì calendario

I crimini aumentano e mancano le risorse: denuncia delle toghe

I decreti sicurezza si susseguono con cadenza ormai annuale. Eppure dalle procure italiane arrivano dati preoccupati su criminalità comune, minori e i reati contro le donne. “A Roma un numero sparuto di magistrati deve contrastare una criminalità dilagante e migliaia di processi saranno a rischio se non interverranno seri provvedimenti organizzativi per rafforzare il distretto”, ha detto a chiare lettere il presidente della Corte d’Appello di Roma, Giuseppe Meliadò, sabato mattina, durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario. Frasi brandite come spade proprio di fronte a Giusi Bartolozzi, capo di gabinetto factotum del ministro Carlo Nordio. Per Meliadò, “nulla rappresenta meglio la realtà criminale del territorio della situazione dell’ufficio gip-gup della Capitale presso il quale, lo scorso anno, sono affluiti 254 procedimenti in materia di criminalità organizzata, quasi uno al giorno, festivi esclusi, dei quali ben 27 con oltre 30 imputati, con un aumento nel biennio del 30%, e 144 con un numero di imputati ricompreso fra 11 e 30, con un aumento del 10,8%”. È lo specchio numeri di un fenomeno noto, ma sempre più difficile da affrontare: “Roma – conferma Meliadò – è assediata dal traffico della droga e, attraverso il traffico degli stupefacenti, è assediata dalla criminalità”.
Un refrain, quello di Meliadò, che risuona da procura a procura, da cerimonia a cerimonia. Aumentano i reati, diminuiscono i giudici. Così crescono a dismisura anche i reati contro le donne, come si evince dai dati provenienti da Milano e Palermo: “I femminicidi lo scorso anno sono stati 13, in rilevante aumento rispetto all’anno precedente”, ha affermato il presidente della Corte d’Appello di Milano, Giuseppe Ondei, che se la prende con l’annoso problema della carenza di risorse materiali, anche per l’informatica e la digitalizzazione o “l’edilizia giudiziaria”, e “umane”, ossia di magistrati, con una “scopertura complessiva” di organici che arriva a punte del 40%. Dalla relazione di Matteo Frasca, presidente della Corte d’Appello di Palermo, emerge invece un altro dato: le violenze sessuali sono aumentate del 12% (passando da 519 a 583) e lo stalking aumenta del 9% passando da 1.779 a 1.936 casi denunciati. Che dire di Trento, ci sono stati ben 260 casi in più di violenza contro le donne, con 819 iscrizioni contro le 559 dell’anno precedente.

Altra situazione complessa quella dei reati minorili. A Bologna ci sono attualmente in corso ben 4 processi per omicidio. A Napoli, invece, nel 2025 la Procura per i minorenni ha iscritto 8 procedimenti per omicidio, 40 procedimenti per associazione camorristica, ben 468 per armi e, addirittura, 4 per terrorismo, come spiega il procuratore generale di Napoli, Aldo Policastro, per il quale “le stese, i ferimenti e gli omicidi tra giovanissimi non erano mai stati così frequenti né così giovani gli autori e le vittime”.
Mancano magistrati e risorse tecniche. Ma anche sul tema delle forze dell’ordine, in tema di quantità, bisognerebbe riflettere. Le bozze del decreto sicurezza prevedono nuove forze, ma il Fatto già a gennaio scorso ha dimostrato come si faccia già fatica a coprire il turnover di corpi sempre più anziani. Il comandante generale dei carabinieri, Salvatore Luongo, nel marzo 2025 aveva segnalato alla Camera dei Deputati “come l’Arma attualmente conti 108.963 Carabinieri, a fronte di una forza prevista di 120.956”, con una carenza di circa il 10%. Per non parlare della polizia: qui i sindacati Sap, Coisp, Fsp Polizia e Silp Cgil hanno già avvertito che “nel 2026 perderemo altri 1.300 poliziotti”, sui 100 mila totali. Risultato? I 30 mila agenti annunciati a fino 2025 da Meloni non sono altro che la copertura di quelli che andranno via.