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 2026  febbraio 02 Lunedì calendario

Flora Tabanelli: "L’infortunio è alle spalle, sono pronta Che emozione gareggiare a Livigno"

Salti, acrobazie, senso di libertà e grande determinazione. Flora Tabanelli, 18 anni di Sestola, è la stellina azzurra del freestyle volata alle Olimpiadi di casa. La carta più importante per combattere il dominio degli Stati Uniti nello sci acrobatico. Il programma è fitto: sarà già sulla neve sabato 7 febbraio nelle qualificazioni di slopestyle poi, due giorni dopo, si gioca la finale. Il grande giorno del big air, la disciplina nella quale l’azzurra ha vinto la Coppa del mondo ed è campionessa iridata in carica, invece è segnato con un circoletto rosso sul calendario: sabato 14 febbraio qualifiche, lunedì 16 febbraio, finale. Inutile nascondere che Flora – che in bacheca ha anche due ori ai Giochi Giovanili in Corea nel 2024 – si gioca un pezzetto di carriera. Agenda affollata per questa giovane atleta che ha la maturità di una veterana. L’ha dimostrato in questi mesi difficili, un percorso a ostacoli a causa dell’infortunio, una lesione al legamento crociato anteriore del ginocchio destro. Botta presa a novembre in allenamento a Stubai, in Austria. Ma, dopo due mesi di riabilitazione, è tornata in squadra. Per nulla al mondo avrebbe perso la grande occasione dei Giochi di casa.
Flora, che cosa le è passato in mente quando si è fermata?
«Sicuramente non è mai il momento giusto per un infortunio. A maggior ragione se ti fai male alla vigilia delle Olimpiadi in Italia. Ho provato tanta amarezza. Ma la difficoltà mi ha fatto scattare ancora di più la voglia di mettercela tutta. Di provare a tornare competitiva ad alto livello per il grande appuntamento. Ma un infortunio va accettato. Già dal secondo giorno avevo in mente l’obiettivo di tornare sugli sci il prima possibile. Avere un traguardo mi ha aiutata molto, soprattutto dal punto di vista mentale».
Sensazioni della vigilia?
«Tante. È una grande emozione partecipare ai Giochi, sono il sogno e l’obiettivo più grande per noi atleti. Questo è un anno importante, sento di avere i riflettori puntati, ma affronto la pressione pensando a me stessa e alla gara. Vorrei vincere non perché qualcuno se lo aspetta, ma perché sono io che sogno quel traguardo con tutte le mie forze».
Lei ha già partecipato alle Olimpiadi junior. Ricordi?
«Bellissimi, è stato tutto spettacolare. Posso solo immaginare quanto possa essere meraviglioso e unico far parte di un evento internazionale di questa portata, carico di storia e ricco di valori sportivi e umani che uniscono tutti gli atleti».
Come affronta la tensione?
«Cerco di vivere alla giornata, un passo alla volta, un obiettivo alla volta. Questa scadenza me l’ha imposta l’infortunio. Mi sono allenata a non guardare troppo avanti e lavorare dando il mio massimo, seguendo le mie abitudini».
Consigli per rilassarsi e sconfiggere la tensione?
«Nei momenti di pausa e prima delle gare disegno, ascolto musica. Sono sempre con mio fratello Miro, è un grande privilegio. Dividere l’avventura sportiva ci permette di avere un supporto costante reciproco. Ci capiamo al volo, stare assieme ci ricarica e ci rilassa allo stesso tempo».
A Livigno lei è la padrona di casa. Cosa dicono i colleghi stranieri?
«Per me è un grande onore che le medaglie di freestyle vengano assegnate a Livigno. È la località dove sono cresciuta sportivamente e nella quale sento di esser a casa, circondata da grande affetto. Avere le Olimpiadi qui mette un po’ di pressione, ma la carica e l’affetto che le persone dei miei luoghi del cuore mi trasmettono mi consentono di superare ogni paura. Gli stranieri sono entusiasti dell’Italia».
Ci parli delle sue passioni. Che musica ascolta?
«Dipende dall’umore e dalla situazione. Prima di sciare nelle cuffie ho sempre il rap. Al pomeriggio, invece, brani tranquilli».
Abitudini?
«Una su tutte. Cerco di andare a dormire presto. L’orario dipende anche dal fuso. Se ho trasferte lunghe, dormo in aereo».
Ci racconti del rapporto con suo fratello Miro.
«Viviamo in simbiosi. Dividiamo l’appartamento in Val di Fassa, siamo sempre stati pappa e ciccia, abbiamo una sorella più grande, Irene, studia a Venezia. Siamo molto legati anche se con lei ci vediamo poco. Miro ed io invece dividiamo i viaggi, lo sport. Conosce il freestyle meglio di me, mi sostiene, mi dà tonnellate di consigli. Per me i fratelli sono tutto. Il nostro legame è forte e speciale. Siamo cresciuti nella natura, i nostri genitori gestiscono un rifugio e l’amore per la vita all’aria aperta ci è rimasta. Ovviamente ci alleniamo insieme anche a Livigno che per noi è una seconda casa. E il fatto di gareggiare sulla tua neve, la neve che conosci alla perfezione è già un sogno».