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 2026  febbraio 02 Lunedì calendario

Carlo Conti: «Devo tutto a mia mamma. Non ho mai potuto dire la parola babbo. Ora le mio priorità sono Francesca e Matteo»

Carlo Conti, il re della normalità. Si è sempre definito così, ne è fiero e lo ha ribadito anche domenica pomeriggio da Silvia Toffanin a «Verissimo», in una sua rarissima apparizione da «intervistato» e su Canale 5. Dunque una lunga intervista dove la conduttrice tra un filmato strappalacrime e l’altro (con tanto di fazzolettini a sua disposizione) ha fatto sì che Conti si commuovesse, specialmente nel parlare della sua infanzia. «Babbo è una parola che non ho mai detto perchè il mio babbo è morto che io avevo 18 mesi – ha ricordato – e mia mamma mi ha tirato su da sola. Una mamma fortissima. Siamo rimasti anche senza soldi e lei ha ha fatto di tutto, tanti lavori, per farmi crescere e farmi studiare. Lei mi ha insegnato il rispetto e l’onestà». Un ricordo vivo e forte che non lo ha mai lasciato perchè consapevole che se ora lui è quello che è, lo deve solo a sua madre. Che per lui voleva un posto in banca, ma lo ha lasciato libero di fare le sue scelte. «Se mi ha mai detto bravo? No mai, ma spero sia stata orgogliosa di me». 
Famiglia di origine e famiglia che si è costruito e a cui oggi si dedica molto: la moglie Francesca e il figlio Matteo ora sono le sue priorità. Racconta: «Sono un babbo presente e questo perchè ho fatto delle scelte. Ho lasciato il preserale ("L’eredità") e così non ho più l’impegno quotidiano, ma solo prime serate. Da allora ci siamo trasferiti a Firenze». Toffanin gli chiede se ha qualche rimpianto per aver formato una famiglia e aver fatto un figlio dopo i 50 anni, ma Conti rimpianti non ne ha, «ogni momento va vissuto così quando arriva. La persona giusta è arrivata al momento giusto». Ammette di essere stato «birichino» all’inizio, la prima fase del fidanzamento con Francesca è stata contraddistinta da «alti e bassi, tira e molla, per colpa mia. Non ero pronto. Poi un giorno la mia amica Antonella Clerici mi ha detto: “Ora basta, vai a portarle l’anello e la sposi oppure  piantala”. E così ho fatto». Ora sei un bravo marito chiede la conduttrice: «Ci provo, anche con piccole cose. La mattina le porto sempre il caffè a letto. E poi tra noi c’è molta complicità, ci piacciono le stesse cose, molto normali. La spesa al supermercato insieme è uno dei momenti più belli».
Così è andata la sua vita privata e così pure quella professionale. «Non ho mai rincorso nulla, nè Sanremo nè altro – sottolinea – è arrivato tutto naturalmente». Ricorda il suo primo contrattino in Rai, nel 1985 per Discoring. Un lungo percorso che lo ha portato fino ai successi di Sanremo. Emozionato? «No» Conti è uno che si emoziona poco. Con due eccezioni. La prima volta sul palco del Teatro Ariston nel 2015 e quando nel 2017 sempre al Teatro Ariston al Festival di Sanremo, sono arrivati dal fondo della sala  Giorgio (Panariello) e Leonardo (Pieraccioni), i miei veri fratelli». E poi ribadisce che non è del tutto consapevole di essere famoso in tv.  Quando lo hai capito? «Dal conto corrente – ammette – perchè io continuo a vivere in modo normale.