Corriere della Sera, 2 febbraio 2026
Schlein a Milano al «percorso d’ascolto» del Pd: destra non imbattibile, l’abbiamo già sconfitta
«La destra «non è imbattibile, li abbiamo già battuti diverse volte in questi anni, nelle elezioni regionali, in quelle locali. La buona notizia è che se guardiamo alle ultime 13 regioni in cui si è votato in questi ultimi due anni la nostra coalizione ha preso più voti di quella che attualmente è al governo, quindi la partita è aperta». Elly Schlein lancia così il Partito democratico, alla vigilia della campagna referendaria sulla giustizia, alla quale – annuncia – si intreccerà il «percorso di ascolto» del Paese, in vista della grande sfida delle elezioni politiche del 2027.
La segretaria del Pd è a Milano da sabato, per partecipare all’iniziativa «Un’altra storia. L’alternativa nel mondo che cambia». Due giorni fitti di interventi, contributi, testimonianze provenienti da ambienti e settori diversi. Lei è rimasta seduta in prima fila, per entrambe le giornate, a seguire uno dopo l’altro i cinquanta interventi accanto a tutto lo stato maggiore del partito, prendendo appunti che poi ha restituito in un’ora esatta di discorso conclusivo, nel quale ha citato tutti. «Ci aspetta un tempo di grande mobilitazione, siamo in una stagione segnata da profonde trasformazioni dell’economia, della comunicazione, della geopolitica, la policrisi – spiega Elly Schlein dal palco della Fondazione Feltrinelli —: giustizia sociale e climatica stanno insieme, dobbiamo tenere insieme la fine del mese con la fine del mondo, non possiamo accantonare nessuna di queste sfide». Quindi illustra la sequenza di iniziative che il Pd metterà in campo a partire dalle prossime settimane. Ancora incontri tematici per i prossimi tre fine settimana, a Napoli (13-14 febbraio), Firenze (20-21), Milano (27-28) e conclusioni a Roma il 7 marzo. E già nei prossimi giorni inizierà il lavoro su strada dei volontari dem, l’ascolto dei cittadini, attraverso un questionario che chiede «come stai?».
Con un obiettivo dichiarato: recuperare la quota di astenuti di sinistra. «Sull’ascolto della metà del Paese che non vota più si giocano le prossime elezioni – dice infatti la segretaria —. L’astensionismo è una ferita per la nostra democrazia, per questo proviamo noi ad andare incontro a queste persone».
La leader dem scalda la platea quando dice «non dobbiamo avere il complesso di inferiorità», e riprende l’intervento della scrittrice Chiara Valerio, per lanciare una sfida simbolica: «Dobbiamo riprenderci Tolkien», cioè lo scrittore diventato un’icona della destra di Fratelli d’Italia. Quindi insiste sulla mobilitazione nelle città: «Noi dobbiamo essere rottura, altrimenti non convinceremo le persone che hanno perso la fiducia nei partiti, nella politica e nelle istituzioni. Dobbiamo essere un cambio di modello: o si accende questa speranza o temo non saremo ascoltati o non lo saremo abbastanza».
Si sofferma a lungo su sanità e lavoro, ma tocca uno a uno tutti i temi che saranno inevitabilmente elementi della campagna elettorale. Compreso lo scenario internazionale: «La distanza tra le due sponde dell’Atlantico non è mai stata così ampia e l’Unione europea è chiamata davvero a una sfida esistenziale – dice Elly Schlein —. Se non saprà rilanciarsi con coraggio, è condannata all’irrilevanza». Raccoglie un lungo applauso quanto cita l’impegno dell’ex presidente del parlamento europeo David Sassoli per arrivare al piano Next Generation Eu, e poi guarda al futuro dell’Unione: «Serve superare l’unanimità, perché nemmeno un condominio si riesce a gestire così. Sappiamo che cambiare i trattati con la maggioranza di governi di destra e nazionalisti non è alla portata, ma nessuna scusa: si proceda con le cooperazioni rafforzate con chi ci sta, parta un nucleo di Paesi che è già convinto».