Corriere della Sera, 2 febbraio 2026
Meloni dai poliziotti feriti: «È un tentato omicidio»
Un 22enne di Grosseto è stato arrestato per la violenta aggressione, anche a colpi di martello, ai danni dell’agente Alessandro Calista. È accusato di concorso in lesioni personali a un pubblico ufficiale in servizio, violenza e rapina. Altri due manifestanti di 31 e 35, anche loro italiani, sono stati arrestati per altri episodi di violenza. E ancora 24 persone sono state denunciate a vario titolo. È il bilancio del sabato di scontri a Torino, a margine del corteo per il centro sociale Askatasuna.
La vicenda ha un immediato rimbalzo sul dibattito politico e sulla iniziativa del governo. Sono appena le 9.30 di domenica mattina quando Giorgia Meloni porta la «solidarietà dell’Italia» a due agenti ricoverati (ma nella serata di ieri dimessi) all’ospedale Molinette del capoluogo piemontese. E accusa: «È tentato omicidio». Elly Schlein «preoccupata dalle strumentalizzazioni di queste ore», chiama al telefono la presidente del Consiglio perché «in questi momenti le istituzioni devono unire non dividere». Il clima, però, resta molto acceso. Con Federico Mollicone (FdI) che si rivolge a Schlein: «Violenti? Sono comunisti che votano per voi». E tutto il partito della premier che, via social, imputa alle opposizioni «ambiguità nel condannare gli aggressori dei poliziotti». Si indigna il Pd: «Parole vergognose – dice Debora Serracchiani —. Ed è gravissimo che la destra usi quei fatti per accusare centrosinistra e magistratura di complicità con i violenti». Avs e M5S ribaltano le accuse. «Abbiamo condannato i criminali in azione a Torino», dicono Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, che respingono voci su divisioni interne. Vittoria Baldino per conto del M5S si allinea alla condanna ma avverte: «Da Meloni due pesi e due misure. La violenza di sinistra è terrorismo, a quella di destra risponde con il silenzio».
Meloni, in effetti, dopo la visita a Torino, è durissima. Riferisce il racconto di un agente che ha incontrato: «Ha detto “Volevano farci fuori”». E scrive: «Ora sarò chiara. Questi non sono manifestanti ma criminali organizzati. Quando si colpisce qualcuno a martellate non sono scontri. Si chiama tentato omicidio». La premier esplicita le iniziative alle quali imprimerà un’accelerazione già questa mattina: quel nuovo decreto sicurezza intorno al quale la maggioranza dibatte e si divide da settimane. «Ho convocato una riunione per domani (oggi, ndr) – dice Meloni – per parlare delle minacce all’ordine pubblico e valutare le nuove norme del decreto sicurezza. Faremo quello che serve per ripristinare le regole in questa nazione». Poi bacchetta i magistrati: «Mi aspetto che la magistratura valuti questi episodi senza esitazioni, dando seguito alle denunce. Se i poliziotti avessero reagito agli aggressori sarebbero già iscritti nel registro degli indagati, probabilmente colpiti da misure cautelari. Ma se non riusciamo a difendere chi ci difende, non esiste lo Stato di diritto». Meloni, insomma, si mostra furente e determinata.
Sentimenti che comunicano anche i suoi ministri. Guido Crosetto fa visita al comando provinciale di Torino dei carabinieri: «Hanno scatenato una guerriglia urbana – dice il responsabile della Difesa – per colpire non un governo ma lo Stato e chi lo serve». Antonio Tajani si appella agli avversari politici perché «isolino i violenti e approvino le norme sulla sicurezza».
Matteo Salvini apre una crepa. Attacca anche lui «i magistrati buonisti» ma poi lascia trasparire i propri dubbi sull’efficacia dell’impianto proposto dal ministro Matteo Piantedosi: «Speriamo siano dentro tutte le norme che servono». Lancia la campagna «Io sto col poliziotto» e, in piena trattativa interna e con il Quirinale, alza l’asticella: «Dopo Torino serve tolleranza zero: più tutela per gli agenti e obbligo di cauzione per chi scende in piazza». Quella della cauzione è una proposta, già avanzata dalla Lega, che però fa scattare i sindacati. «La cauzione è incostituzionale», stoppa infatti la Cgil. E stavolta si associa anche la Cisl: «No a intimidazioni», avverte Daniela Fumarola. Domani pomeriggio il dibattito arriva in Parlamento: Piantedosi terrà l’informativa su Torino.