il Fatto Quotidiano, 1 febbraio 2026
Antonio Ricci: ‘Meloni con me è ingrata, il rimprovero di Berlusconi’.
La figlia Vittoria, presente, appella Antonio Ricci “Santo Padre”. Ci adeguiamo, per rispetto.
Santità, su 7 e La Verità ha dichiarato di non essere mai riuscito a vedere Pier Silvio Berlusconi a quattr’occhi nemmeno per cinque minuti. Perché?
Non so, però, chiariamo subito, come dice Renato Zero ‘la geometria non è un reato’; per me lui ha sempre 26 anni. Io, in compenso, 18. In realtà ne ha 56, ma viene percepito da tutti come un ragazzo.
Sì, ma ha aggiunto nelle due interviste: meglio per entrambi che ci siano testimoni.
Di questi tempi è preferibile averne, anche se fraudolenti.
Testimoni suoi o di Berlusconi?
Suoi, io ballo – anche – da solo e sono multitasking.
Tradotto?
Se mi gira posso essere il più socievole del mondo, oppure orso marsicano all’occorrenza, logorroico con chi mi aggrada e anche un Marcel Marceau senza tutina.
Il ruolo che ama maggiormente.
Tutti, dipende. Il travestimento che mi riesce meglio è la ‘modalità trolley’: quando parto con la famiglia assumo l’espressione del trolley e mi lascio condurre, senza porre domande o richieste.
Un modo per superare le fatiche professionali.
Non sono ansioso, mia moglie è un crogiolo di ansie. Quindi controbilancio.
Santo Padre Trolley, qual è la differenza tra lavorare con Silvio Berlusconi o con suo figlio?
Non è che abbia avuto chissà quali frequentazioni. Ho cercato di creare un’isola per avere minore contatto possibile con l’esterno, tutelato da interferenze di ogni genere.
Quindi…
Com’è noto il papà aveva un carattere molto estroverso, gli piaceva piacere e desiderava a tutti i costi sedurre. Pier Silvio, a quanto so, è molto timido e riservato. Solo da poco tempo cerca un contatto con l’esterno. Anni e anni fa girava una battuta purtroppo non mia, che lo definiva ‘Edipo a Cologno’, ma…
Cosa?
Non ha mai ascoltato i miei consigli. Ci sono rimasto male.
Quali?
Gli avevo detto: ‘Che bisogno hai di venire a lavorare? Perché al mattino sei qui? Dovresti scappare, non farti trovare, far finta di utilizzare delle droghe e far diventare tutti matti’. Lo immaginavo su una moto mentre attraversava l’India.
Su una Poderosa, come Che Guevara.
È diventato il padre di suo padre: ultra giudizioso, parsimonioso, mai una parolaccia. Insomma, infrequentabile.
Sarebbe stato il trolley di Pier Silvio?
No. Io non sono Lucignolo. So dare consigli perniciosi, ma non voglio trasformarmi in un ciuchino.
Capitolo misteri: esiste il terzo video su Giambruno-seduttore? Lei nega, tutti sono convinti di sì.
Continuo a negare. In realtà il terzo segreto di Giambruno è capire come sia riuscito a ottenere la conduzione di una trasmissione.
Ecco, come?
Un mistero pure per me.
I video di Giambruno hanno creato polemiche, non grandi effetti.
È mancata la denuncia delle giornaliste. Tutto è rimasto nell’ambito dello scherzo pesante; (pausa) mi aspettavo un grazie dalla Meloni, invece mi dicono che è sempre inviperita.
Chissà perché.
Le ho fatto un piacere, invece non mi ringrazia. Premier ingrata.
Spieghiamo.
Da quei video ha ottenuto un’enorme botta di popolarità.
Eroina-ferita, il massimo.
Nel paese cattolico dei cristi in croce, quello che appare un dispetto va letto per le conseguenze che ha generato: popolarità, donne esaltate, un indignarsi a lei familiare.
Che indignarsi?
Quello che arriva da una cultura pop, anche da telenovela turca. Meloni oltre al vantaggio di passare da vittima, si è potuta liberare, o prendere le distanze, da un personaggio ingombrante anche per ciò che sosteneva quando andava in onda.
E Pier Silvio Berlusconi?
A sei occhi mi ha detto: ‘Antonio, con questa storia mi hai fatto perdere dieci anni di vita’. A lui non cubano.
Tanto ne ha 26…
Da una sua intervista di quei giorni ho scoperto che quando era ragazzo, suo papà, dopo aver visto un servizio di Striscia, si ruppe due dita di una mano per un pugno alla parete. Un’altra volta si è fratturato il dito del piede per un calcio a un tavolo. Non lo sapevo.
Lei ha più amici o nemici?
(Ci pensa, a lungo) Ho un po’ di nemici, come è giusto e normale, e tantissimi estimatori per tutti i problemi risolti da Striscia. Ho poi ho un gruppo di amici storici che coltivo dalle scuole medie e vedo regolarmente.
Esclusi quelli delle medie, i nuovi amici sono sinceri o le sono vicini per tenerla buono?
(Sospira) Non lo so, non ci ho mai pensato.
Suscita paura.
Lo so.
La diverte?
Ci devo pensare… (dopo poco) non mi pongo il problema, fa parte del mio percorso.
Nel libro Me Tapiro racconta che generava timore pure da ragazzo.
Sarà che parlo poco. Mia suocera ripete che le metto soggezione. Anche quando insegnavo alle medie nella mia classe non c’era casino. Forse pure per il tono basso della voce e poi davo del lei a bambini di undici anni.
Da libro Cuore.
Forse fa impressione un mio lato che sembra irrazionale e l’ho capito grazie a Enzo Trapani (storico regista televisivo, ndr). Secondo lui per ottenere il rispetto dai bambini era necessario prenderli da parte e, d’improvviso, assumere espressioni mostruose e incomprensibili. Devono capire che si è capaci di cose imprevedibili.
Montessoriano.
Tendenza Mengele.
A Mediaset quanto si parla del caso Signorini?
Credo tanto e credo si possa andare avanti all’infinito.
Senza particolare stupore.
Ma sì. Signorini anche in video ha lasciato ampia documentazione. Ma il metodo Signorini è ancora tutto da dimostrare. Potrebbe essere derubricato a tempesta ormonale.
Striscia-story: in 38 anni uno dei picchi è stato il fuorionda tra Buttiglione e Tajani (nel 1994, al tempo avversari, ipotizzavano un accordo).
Un vero scoop e Berlusconi mi ha accusato di aver fatto cadere il suo governo; (ride, molto) come per i video di Giambruno, anche in quell’occasione avevo creato una falsa scaletta della puntata e inserito solo all’ultimo il reale contenuto, in modo da evitare interferenze.
Ne ha mai subite?
In Rai controllavano i testi. Ricordo una volta Mario Maffucci (capo struttura, ndr) buttato in terra, disperato per un pezzo di Beppe Grillo: ‘Se fate questa cosa io sono finito, i miei figli non mangeranno più…’.
E allora?
Uno si inteneriva, per questo avevo studiato una variante:
nel testo piazzavo delle battute terribili di Beppe, in realtà finte, e quando arrivava Mario si accontentava di togliere quelle. Il resto passava; una volta ci ha salvato il presidente Pertini.
Quando?
Anno 1983: Beppe partecipa allo speciale elezioni su Rai1, condotto in diretta da Bruno Vespa, e scherza sul calo della Dc.
Sacrilego.
Successe di tutto, poi una telefonata di Pertini risolse la questione: ‘Mi sono divertito, siete una televisione libera’.
Altra puntata storica di Striscia: il Tapiro ad Antonio Fazio, ex Governatore della Banca d’Italia.
Perché da lui c’è stata una reazione inattesa; era una figura istituzionale, altissima, e invece invitò i bodyguard a dare le botte a Valerio Staffelli.
Terzo: il Tapiro a Enrico Cuccia, banchiere potentissimo.
Gli avevamo preparato tutta una serie di domande retoriche alle quali non avrebbe mai risposto e il silenzio ha generato la gag finale: una volta dentro Mediobanca, veniamo fermati. E noi: ‘Abbiamo il permesso’. ‘Quale?’ ‘Chi tace acconsente’. In realtà Cuccia ci aveva risposto: ‘Andate via!’, ma l’avevamo tagliata.
Ripetiamo: Cuccia potentissimo.
Per capire come avvicinarlo, avevo cercato informazioni da un giornalista economico del Tg5 che mi spiega il suo percorso casa-Mediobanca, sempre lo stesso. Ci appostiamo per due giorni, niente. Chiamo il giornalista che risponde: ‘È impossibile, non cambia mai’. ‘Non fa niente, ci rinuncio’. Invece mi apposto ancora e lo becco: era proprio il giornalista del Tg5 che lo avvertiva.
Anche qui: e Berlusconi?
Matrimonio di Giorgio Gori, festa al Rolling Stone, il servizio su Cuccia era già andato in onda. Berlusconi mi becca, mi porta in disparte, dietro un tendaggio: ‘Antonio, chi dei tuoi ha fatto ’sta roba?’. ‘Silvio, io’. ‘Proprio tu!’. ‘Sì’. ‘Sei pazzo? È una persona anziana, non si fa. E poi sono tre giorni che non risponde al telefono, non mi vuole più parlare’.
Ahi.
Casualmente, Berlusconi doveva quotarsi in Borsa e non è avvenuto con Cuccia. Ma alla fine anche questo incidente si rivelò un vantaggio per Mediaset.
Quarto “fiore”: Wanna Marchi. Tutto nasce da Striscia.
Il suo errore è stato l’ingordigia: non le bastavano più le persone che cadevano gioiosamente nelle sue trappole. Per aumentare il business andava a consultare le vecchie liste dei clienti e li contattava per offrire dei numeri sicuri da vincere al Lotto. Chiamarono anche la vispa signora Fosca che anni prima aveva acquistato uno scioglipancia. La signora, incuriosita dal fatto che il Mago Do Nascimento l’avesse sognata, ci chiamò e così mettemmo in piedi tutta la storia per raccontare il raggiro.
Certezza da Marchi: “I coglioni vanno inculati”.
È tuttora la proposta vincente: il mondo sta andando verso questa deriva. In trasmissione noi protestiamo contro chi occupa il posto dei disabili, mentre ormai sembra quasi normale chi vuole occupare dei Paesi perché gli “servono”.
Sempre Striscia: avete anticipato molti vincitori di Sanremo. Quest’anno, chi?
Mi dicono Sal Da Vinci, forse solo per bruciarlo.
E MasterChef?
Non lo so, non lo vedo.
Eppure…
Mia figlia allora lo guardava e, dalla costruzione delle puntate, ho capito come volevano concluderlo. Tutto qui. Non avevo prove. Per questo la profezia l’ho piazzata in bocca a Paolo Brosio. In caso di errore sarebbe stata colpa sua.
Suo “cliente” affezionato: Claudio Baglioni. Se ne occuperà ancora?
(Leggermente sospira) Purtroppo è un problema irrisolto per me e per tutti i passeracei, è un vulnus. È il trionfo del pensiero di Wanna Marchi; ultimamente si fa assegnare premi di ogni genere, anche prestigiosi, pure al Senato.
È invidioso?
Stupefatto per i suoi avvocati: come riusciranno a dimostrare, nel processo che si aprirà fra poco, che gli ho danneggiato l’immagine, quando non ha mai ricevuto tanti riconoscimenti in vita sua?
Fabio Fazio?
Non ne parleremo, però ho acquistato la sua sedia.
Da chi?
Fabietto cambia casa e invece di contattare il parroco e regalargli il surplus, magari per una lotteria, decide di affidare il tutto a un’asta di Cambi. Tra i vari lotti, anche prestigiose fiaschette per polvere da sparo, otto bottiglie di vino con la dicitura ‘alcune Barolo’ e una sedia da preghiera.
Pagata?
30 euro. La sedia, sono venuto a sapere dopo, faceva parte della lista di regali di nozze da lui predisposta presso un raccoglitore di Savona.
Cos’è Striscia la Notizia?
Attualmente è un laboratorio sperimentale. La seconda puntata è risultata troppo ritmata e veloce per quella parte di pubblico ormai abituato ai più tranquillizzanti tempi turchi. La contaminazione tra varietà in studio e servizi è in fase di taratura: prevediamo di trovare la quadra per la quarta puntata.
Lei chi è?
L’autodefinizione mi intristisce. Sabato scorso Renzo Piano mi ha spiegato: io e te siamo difformi. Lo ha detto il Venerato Maestro, sono difforme.