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 2026  febbraio 01 Domenica calendario

FI, 100 mila € dalla galassia del San Donato: Tajani ha appena lanciato un ddl sulla sanità

Tra le ultime donazioni ricevute da Forza Italia ce n’è una che spicca più delle altre, un po’ per la cifra un po’ per il protagonista del bonifico. A dicembre, infatti, il partito guidato da Antonio Tajani ha ricevuto 100 mila euro da Gksd Bespoke, sigla che riconduce alla holding Gksd. Se ancora non dice molto, basti sapere che si tratta della galassia del Gruppo San Donato, il principale gruppo di cliniche private in Italia, i cui interessi ormai spaziano in vari settori.
L’entità del contributo colpisce perché i 100 mila euro sono il massimo consentito ogni anno come donazione di un privato a un partito. Tanto è vero che per quanto riguarda Forza Italia i componenti della famiglia Berlusconi (i cinque figli di Silvio e suo fratello Paolo) hanno sempre fatto arrivare identico obolo. Gksd è guidato dall’imprenditore tunisino Kamel Ghribi, che è anche vicepresidente del Gruppo San Donato. E proprio in San Donato si ritrova una vecchia conoscenza di Forza Italia come Angelino Alfano, leader mancato e ormai da diversi anni fuori dalla politica. La donazione dimostra la fiducia del gruppo in Forza Italia, ma palesa anche un potenziale conflitto di interessi (o meglio: una straordinaria convergenza di interessi). Un paio di settimane fa FI ha presentato alla Camera una proposta di legge per modificare le norme della sanità. In particolare, Forza Italia vuole far saltare il vincolo dell’esclusività per i medici, che oltre alle 38 ore settimanali nel proprio ospedale potrebbero così lavorare – su base volontaria e retribuita – anche in altre strutture pubbliche o private convenzionate.
Una proposta che ha fatto molto discutere i sindacati di categoria per le implicazioni sul contratto dei medici, ma che di certo viene guardata con interesse dal mondo della sanità privata, di cui San Donato fa parte. Forza Italia aveva provato a intervenir già nella scorsa legge di Bilancio, ma non si era trovato l’accordo in maggioranza e così il partito ha deciso di rilanciare con un disegno di legge presentato in pompa magna alla Camera alla presenza, tra gli altri, di Tajani, di Letizia Moratti e soprattutto del ministro della Salute Orazio Schillaci, che ha definito “anacronistici” gli attuali vincoli contrattuali dei medici.