il Fatto Quotidiano, 1 febbraio 2026
Operai in tangenziale a Bologna: incriminati i sindacalisti
Erano diecimila ma, al momento, solo per tre di loro la Procura di Bologna ha chiesto un decreto penale di condanna per il reato di “blocco stradale”. Si tratterebbe degli organizzatori della manifestazione dei metalmeccanici del 20 giugno scorso che per circa 45 minuti occupò la tangenziale bolognese per protestare contro il mancato rinnovo del contratto scaduto da più di un anno. Tre dirigenti sindacali come tre erano le sigle in piazza che rappresentano le tute blu: Fiom-Cgil, Fim-Cisl, Uilm-Uil.
“Non so il criterio utilizzato, perché in teoria dovremmo essere tutti e diecimila, ma la cosa certa è che è una vergogna di Stato, cioè pensare che chi ha partecipato a una manifestazione pacifica e ordinata debba essere esposto al rischio di procedimenti penali è davvero una vergogna di Stato”, attacca Ferdinando Uliano, segretario generale Fim. La richiesta della Procura dovrà essere vagliata dal gip che, se la accoglierà, emetterà un decreto penale di condanna al quale i tre dirigenti sindacali potranno opporsi tramite i loro legali. Così si aprirà un processo ordinario.
Nelle scorse settimane, inoltre, sono stati notificati poco meno di una decina di verbali di elezioni di domicilio a partecipanti del corteo, non dirigenti, appartenenti alla Fiom. Per Primo Sacchetti, segretario Fiom Emilia-Romagna siamo di fronte “a un atto incostituzionale, non esiste che un decreto Sicurezza possa reprimere spazi democratici e iniziative pacifiche come quelle delle organizzazioni sindacali. Io personalmente come organizzatore della manifestazione, non ho ancora ricevuto nulla ma non mi spaventa né dal punto di vista personale né come sindacato, per me il decreto Sicurezza è incostituzionale e lo dimostra lo dimostra il fatto che a chi va a manifestare pacificamente gli arriva una condanna penale”. Lo scopo del decreto penale di condanna è saltare l’udienza preliminare e il dibattimento e viene disposto dal giudice su richiesta del pm quando si ritiene che verrà applicata esclusivamente una pena pecuniaria: si verifica spesso in casi legati a guida in stato di ebbrezza. Il recente decreto Sicurezza ha trasformato un illecito amministrativo in reato con pene aggravate fino a due anni di reclusione, una scelta sempre rivendicata dal ministro Matteo Salvini: “Ognuno può scioperare, manifestare, presidiare, fare cortei ma se mi blocchi la tangenziale, mi blocchi una ferrovia, mi blocchi una strada, mi blocchi un ospedale, una fabbrica, commetti un reato. Mi sembra molto semplice”.
Per il corteo del 20 giugno fu autorizzato un percorso ma, dopo un confronto con la polizia, le diecimila tute blu scelsero di invadere pacificamente la tangenziale accompagnati dai clacson solidali degli automobilisti delle corsie opposte.
Il reato di blocco stradale è stato recentemente contestato anche a un centinaio di manifestanti, in gran parte attivisti di centri sociali e collettivi, che nei mesi scorsi hanno partecipato alle diverse manifestazioni per la Palestina: mobilitazioni a volte finite con scontri e danneggiamenti, a differenza di quella dei metalmeccanici.