Corriere della Sera, 1 febbraio 2026
Cortina, le Olimpiadi dei super ricchi: dall’apericena con Lindsey Vonn alle discese con Giorgio Rocca. Pacchetti fino a 10mila euro
C’è chi, in questi giorni, non si angustia troppo per il traffico sull’Alemagna, i parcheggi lontani dalle piste, le navette a dieci euro con l’autista lesto – se non paghi – a scaricarti in mezzo alla neve. È il super ricco, con residenza a Chamonix-Mont-Blanc, Francia, che ha già fatto sapere che lui, sulle piste, ci arriverà con l’elicottero, andando e venendo comodamente in giornata. Una spesa, fatti due conti tra i siti specializzati, che può costare da 10 a 20 mila euro al giorno, dipende dal tipo di elicottero che, nel caso di specie, non è dato sapere. Tant’è, tra i protagonisti del Grande Evento Olimpico ci sono pure i Big Spender da mille e una notte, fan che non si accontentano di «vedere» le Olimpiadi, le vogliono «vivere», godendo di attenzioni particolarissime, esperienze riservate, cornici perfino più incantevoli di quanto già non lo siano le Dolomiti d’Ampezzo.
Per ottenerle, si rivolgono ad una società americana, On Location, che di mestiere fa esattamente questo: rendere ancor più speciali eventi già di per sé unici, dal Super Bowl di football alla Coppa del mondo di calcio, dagli Us Open di tennis all’All Star Game di basket passando per il Coachella Music Festival e la Ryder Cup di golf. A On Location il Cio ha riservato il 10% dei biglietti in vendita per Milano-Cortina, dedicati appunto a soddisfare la «clientela premium», come la chiamano gli addetti ai lavori. Tra i nomi filtrati in queste settimane, il principe di Tonga e gli emiri del Qatar mentre resta ignota l’identità del misterioso gruppo di Chicago, quaranta persone, in arrivo con un Boeing 737 executive, che dopo un paio di cene nelle ville palladiane del Vicentino, trascorrerà il Carnevale a Venezia per poi trasferirsi a Cortina. In elicottero ça va sans dire.«Le vendite stanno procedendo bene – spiega l’amministratore delegato di On Location Italia, Emilio Pozzi – in particolare per le gare di hockey, grazie al ritorno dei campioni Nhl, lo sci maschile e femminile, le sfide per eccellenza delle Olimpiadi invernali, e il “big air”, ossia i salti free style con gli sci e lo snowboard. La sorpresa è lo skimo, lo sci alpinismo che fa il suo esordio assoluto in questa edizione. Il pattinaggio artistico, invece, è un po’ al di sotto della aspettative, probabilmente per l’assenza di nomi di richiamo, noti al grande pubblico».
Pozzi l’ambiente dei Cinque Cerchi lo conosce benissimo: il debutto fu appena diciottenne, a Los Angeles 1984, volontario come tanti ma favorito dal plurilinguismo, vivendo negli States, figlio di un italiano e di una svedese. «L’Olimpiade dell’oro dei fratelli Abbagnale, con la telecronaca di Galeazzi» ricorda. Poi Torino 2006 come managing director del Coni e, prima dell’approdo in On Location, un passaggio nella Fondazione Milano Cortina. Si diceva dunque dei pacchetti «taylor made», cuciti su misura: il più ambito è il «Lindsey Vonn», che prevede cena, aperitivo, due chiacchiere e gli immancabili selfie con l’immortale campionessa del Minnesota, per di più il giorno di San Valentino; poi c’è il «Giorgio Rocca», che consente di sciare insieme allo slalomista vincitore della Coppa del mondo e di seguire insieme a lui alcune gare della specialità che l’ha reso celebre; «ma ci sono soluzioni per tutte le esigenze e non sono necessariamente iper esclusive e costose – spiega Pozzi -. Si va dai 100 euro per le fasi preliminari dell’hockey ai 10 mila euro della cerimonia di chiusura all’Arena ma va detto che, su espressa richiesta del Cio, tutte le aree hospitality garantiscono la stessa qualità, lo stesso look e lo stesso comfort». Le lounge sono 16, ciascuna con una fiaccola olimpica e le mascotte dei Giochi per le foto di rito. La Club house di Cortina è al Ristorante 5 Torri.
Nei 9.900 euro di differenza di cui si diceva si annidano i dettagli: il trasferimento alla sede di gara (non banale, visti i chiari di luna su parcheggi, funivie e navette), gli ingressi riservati e veloci alle venues (insomma, il «salta code») in alcuni casi raggiunte grazie a motoslitte dedicate, i menù gourmet messi a punto da chef blasonati (a Verona la cena sarà alla Gran Guardia), le postazioni privilegiate per seguire le competizioni (a due passi dal tirassegno del biathlon, ad esempio), i regali pensati ad hoc per l’evento, come il «puck» personalizzato, ossia il disco dell’hockey con inciso il giorno della sfida, oppure la divisa della squadra del cuore: basta farla sapere prima di arrivare e la si trova all’hospitality al fischio d’inizio, pronta per essere indossata. «Le maggiori richieste stanno arrivando da Nord America, Canada, Nord Europa – prosegue Pozzi -. L’Italia è tra il quarto e il quinto posto. Non ci sono i russi, per via delle sanzioni e dell’assenza delle nazionali, mentre cinesi e mediorientali sono abbastanza nella media». Super ricchi del globo terracqueo, unitevi. E quando se ne andranno, cosa resterà di cotanto sbrilluccichio? «Il vero ritorno per Cortina e la montagna veneta sarà l’indomani – conclude Pozzi –. A Olimpiadi finite, verranno da tutto il mondo per vedere dove sono state celebrate e per “riviverle” in prima persona. Vuoi mettere sciare sulle tracce di Sofia Goggia e Mikaela Shriffin?».