Corriere della Sera, 1 febbraio 2026
Golden power da record: esercitato 40 volte nel 2025
Lo stop attraverso il golden power è scattato due volte in un anno. La presidenza del Consiglio nel 2025 si è opposta in due occasioni (lo stesso numero dell’anno precedente) all’acquisto di partecipazioni di società italiane, esercitando il veto nei confronti di un investitore statunitense e di un investitore cinese. Nel primo caso l’esecutivo ha bloccato la cessione del 70% di Tekne (azienda del settore difesa) agli americani di Nuburu, mentre il secondo veto è scattato nei confronti dell’operazione di acquisto del 45% di Exsemicon (semiconduttori) da parte del gruppo cinese Xingr Technologies.
Nell’ultimo anno il governo ha esercitato i poteri per un totale di 40 casi, a fronte di 900 comunicazioni di notifica. I dati emergono dall’Osservatorio Golden Power diretto da Michele Carpagnano. Al netto dei due veti in nome della sicurezza nazionale nel 2025 a crescere del 30% sono stati gli interventi del governo che hanno stabilito condizioni e prescrizioni: in particolare, in 22 casi hanno portato a nuove operazioni societarie, in altre due occasioni il golden power è stato esercitato per modificare precedenti prescrizioni e nei restanti 14 casi si è trattato di notifiche relative ai piani per le reti 5G. «L’analisi conferma l’espansione dei poteri speciali a tutela degli asset strategici e una progressiva trasformazione del golden power, che da strumento di difesa passivo sta assumendo una funzione attiva e flessibile per la tutela della sicurezza economica, portandosi al confine con la politica industriale e la gestione delle filiere strategiche», osserva Carpagnano.
L’esercizio dei poteri speciali della presidenza del Consiglio ha riguardato soprattutto l’acquisto di partecipazioni (17 casi) e le cessioni di asset (4 casi). Il settore con più interventi è stato la difesa (7 casi), a seguire il comparto salute (4) e l’elettronica(4).