Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  febbraio 01 Domenica calendario

Il piccolo Riccardo invitato alla cerimonia

Sei chilometri in mezzo alla neve, con due zaini sulle spalle e il passo veloce di un ragazzino arrabbiato e preoccupato di arrivare tardi a casa. Coraggioso e atletico. Sarà anche per questo, che la Fondazione Milano-Cortina ha invitato il ragazzino di 11 anni lasciato a terra dall’autista di un bus perché non aveva il biglietto olimpico a 10 euro, a partecipare alla cerimonia di inaugurazione dei Giochi, venerdì 6 febbraio a San Siro, nella quale avrà un ruolo.
La disavventura è accaduta il 27 gennaio, a San Vito di Cadore, dove il ragazzino va a scuola e dove quel pomeriggio ha cercato di prendere l’autobus per tornare a casa a Vodo. Peccato che avesse il solito biglietto, mentre dal 23 gennaio quella linea è diventata olimpica e il biglietto giornaliero costa 10 euro. L’autista lo ha fatto scendere, lui è tornato a piedi per 6 chilometri e la denuncia della famiglia ha fatto scoppiare il caso.
«Abbiamo ricevuto la telefonata dell’ex presidente del Coni Giovanni Malagò in persona – racconta la mamma Sole Vatalaro – ed ero incredula. Mi sembrava una cosa troppo grande e inizialmente ho pensato a uno scherzo. Ha invitato Riccardo alla cerimonia di apertura del 6 febbraio. Quando l’ho detto a mio figlio continuava a ripetermi se stavo scherzando, che era una cosa troppo bella. Questa storia sta avendo un lieto fine ed è il regalo più bello che gli potessero fare.
Lui è un atleta di sci e le Olimpiadi invernali sono molto sentite. Sarà un’esperienza che ricorderà per tutta la vita e di questo sono grata al presidente Malagò. Un gesto bellissimo». Non è stata l’unica novità ieri per il «campione» e la sua famiglia. «Mi fa male il cuore. A mente fredda mi rendo conto di aver sbagliato. Chiedo scusa al bambino e alla sua famiglia». Salvatore Russotto, l’autista della linea 30 Calalzo-Cortina, ha ammesso l’errore e ricostruito l’accaduto spiegando di aver applicato le disposizioni aziendali sui titoli di viaggio. «Al ragazzino ho detto che quel biglietto non era valido – ha spiegato a Il Gazzettino – e che doveva pagare con il bancomat o avere l’abbonamento. È sceso, questione di un minuto». Russotto ha raccontato una mattinata segnata da neve, traffico e forti tensioni a bordo, culminate in insulti a sfondo territoriale: «Un passeggero mi accusava di essere in ritardo, un altro faceva un video. Mi tremavano le gambe, ho chiamato il responsabile. Non ho dormito tutta la notte». E conclude: «A mente fredda gli avrei pagato io il biglietto. Accetterò tutte le conseguenze». La famiglia del bambino accetta le scuse e si dice pronta a un incontro. «Nessuno deve essere bullizzato – ha detto la madre – ma la versione fornita non è corretta: mio figlio è stato invitato a scendere e non avrebbe mai scelto di fare sei chilometri a piedi con il freddo. Sono pronta a incontrarlo, ma vorrei che l’autista ammettesse fino in fondo quanto accaduto, in quel caso sicuramente lo perdonerei». Sul fronte del servizio, dopo il caso di Riccardo, Provincia di Belluno e Dolomitibus hanno fatto marcia indietro sulle tariffe della linea 30 Calalzo-Cortina: i residenti della provincia di Belluno potranno continuare a pagare le vecchie tariffe.