Il Messaggero, 30 gennaio 2026
In Italia calano i sedentari. Due su tre praticano sport Ma gli impianti sono obsoleti
Lo sport continua a crescere in Italia e si conferma un settore sempre più centrale non solo dal punto di vista sociale, ma anche economico. Vale l’1,5% del PIL nazionale, genera 32 miliardi di euro di valore aggiunto e coinvolge ogni settimana 38 milioni di italiani. Sono questi i numeri principali che emergono dal Rapporto Sport 2025, curato in collaborazione dall’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale e da Sport e Salute. I dati – presentati ieri dal ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, dal presidente dell’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale Beniamino Quintieri, dal presidente di Sport e Salute Marco Mezzaroma, dal presidente del Coni Luciano Buonfiglio e dal numero uno del CIP Marco Giunio De Sanctis – più significativi riguardano gli stili di vita. Gli italiani attivi sono 38 milioni: due su tre praticano attività fisica con regolarità e, rispetto al 2023, c’è un milione di sedentari in meno. La sedentarietà scende così al minimo storico del 33,2%. Il 28,6% della popolazione pratica sport in modo continuativo, pari a 16,4 milioni di persone, con una crescita evidente tra i più giovani e gli over 65. Sono invece 12,3 milioni i tesserati a un organismo sportivo. Il rapporto mette in evidenza anche la dimensione infrastrutturale: in Italia si contano oltre 78 mila impianti sportivi e 114 mila spazi sportivi, per il 70% di proprietà pubblica, con i Comuni protagonisti assoluti. Resta però aperto il tema della riqualificazione: oltre il 40% delle strutture, risalente agli anni Settanta e Ottanta, avrebbe bisogno di interventi di rigenerazione. Un dato da evidenziare considerando poi che i progetti infrastrutturali finanziati dall’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale registrano uno SROI (Social Return on Investment, ovvero la stima del ritorno sociale) superiore a 4,8, con investimenti nei progetti sociali che arrivano a generare un ritorno di 8,42 euro per ogni euro investito, a dimostrazione dell’impatto positivo su salute, inclusione e coesione sociale. Una delle novità della terza edizione del rapporto è stata l’introduzione delle schede regionali, che offrono per la prima volta una fotografia omogenea e comparabile della pratica sportiva e delle infrastrutture sul territorio. In questo quadro spiccano i dati del Lazio, dove sono presenti più di 6.500 impianti sportivi, ai quali si aggiungono circa 15 mila spazi di attività: il 90% delle strutture risulta attivo, totalmente o parzialmente, e l’utilizzo di fonti rinnovabili (12%) è lievemente superiore alla media nazionale (11%).