Il Messaggero, 30 gennaio 2026
Mef: slitta la nomina del presidente Consob
Servirà ancora tempo per indicare il successore di Paolo Savona alla presidenza della Consob. La nomina non è stata tra i punti all’ordine del giorno del Consiglio dei ministri che si è tenuto ieri. Il quadro era chiaro fin dalla mattina. «Oggi non credo proprio»,è stata la linea del ministero dell’Economia e delle Finanze, rispondendo a una domanda dei giornalisti a margine della presentazione di un libro sui discorsi di Roberto Maroni alla Camera.
L’indicazione sarebbe dovuta arrivare già una settimana fa. Ma la scelta, sostenuta dal Mef di indicare il sottosegretario all’Economia e deputato leghista, Federico Freni come successore di Savona, il cui mandato di sette anni scadrà il prossimo 8 marzo, è stata frenata da Forza Italia.
Il partito azzurro chiede che l’incarico vada a un tecnico e non a un politico. I forzisti puntano quindi a portare alla presidenza della commissione di vigilanza su Borsa e mercati l’attuale commissario dell’Autorità, Federico Cornelli. Nei giorni scorsi il vicepremier e segretario di Forza Italia, Antonio Tajani, è tornato a più riprese sul dossier, ribadendo la posizione del partito.
«Non sto seguendo la partita Consob, onestamente non penso che se ne parli oggi», ha commentato a sua volta l’altro vicepremier, il leader del Carroccio, Matteo Salvini, anche lui sollecitato sulla partita della vigilanza.
Sempre a margine del ricordo di Maroni il Mef ha anche aperto al rinvio della tassa da 2 euro sui piccoli pacchi in arrivo da Paesi extra-europei. «Valuteremo. C’è una decisione europea e vedremo di renderla coerente», ha spiegato parlando dell’ipotesi di uno slittamento dell’applicazione del balzello introdotto con l’ultima Manovra di bilancio, richiesta da un emendamento di maggioranza al decreto Milleproroghe in discussione nelle commissioni Bilancio e Affari costituzionali della Camera.