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 2026  gennaio 30 Venerdì calendario

Bob, cabinovia, Arena hockey: a otto giorni dal via Milano-Cortina è ancora tutto un cantiere

Persino il New York Times ha titolato che siamo in una corsa all’ultimo respiro per le opere olimpiche in Italia. Le notizie delle ultime ore ne sono la prova lampante. La cabinovia di Socrepes a Cortina non sarà pronta in tempo e si aggiunge a un elenco infinito di cantieri incompiuti per 3 miliardi di euro. A Milano sembra esser tornati ai tempi di Expo 2015, visto che l’Arena Santa Giulia per le gare di hockey – come se non bastasse la pista più corta di circa 80 cm rispetto agli standard – ha ancora un contorno di operai e impalcature. A Cortina la pista da bob è un cantiere aperto, che solo la neve caduta negli ultimi giorni ha mitigato come impatto visivo. Ma la vera notizia arriva da Socrepes, ai piedi delle Tofane. La cabinovia che danza sulla frana non sarà pronta in tempo. A nulla è servita la corsa contro il tempo di Società Infrastrutture Milano Cortina (Simico), chiusa in questi giorni in un enigmatico silenzio stampa. Anche l’impianto voluto per portare in quota 2.400 spettatori all’ora delle gare di sci è ancora un cantiere a cielo aperto. Dieci piloni sono stati piantati sul versante di Mortisa lavorando anche di notte, con gli operai immortalati nei video mentre salivano le scale senza avere tutte le dotazioni di sicurezza. Le tre stazioni – partenza ad Apollonio, intermedia, arrivo a Socrepes – sono state completate almeno nella struttura al grezzo, eppure mancano alcune componenti essenziali. Come la fune che deve trasportare 50 cabine, la cui installazione è stata solo iniziata e verrà probabilmente accelerata nel fine settimana, mentre le cabine prodotte da una società turca restano parcheggiate da qualche parte.
Ufficialmente si continua ad assicurare che la corsa verso il completamento sta continuando. Nell’elenco delle opere di Simico il fine-lavori provvisorio, ma funzionale all’avvio, è previsto tuttora per domenica 1º febbraio, ossia dopodomani. Invece, l’ultimazione con le finiture è indicata al 31 luglio prossimo, sei mesi dopo le Olimpiadi. Riuscissero anche a installare la fune per domenica e agganciare le cabine nei giorni successivi, non si potrà dire che l’opera sarà compiuta. Per farci salire gli spettatori servono autorizzazioni e collaudi, oltre all’ormai famoso attestato di immunità di frana che dovrebbe essere rilasciato dalla Regione Veneto, ma di cui non c’è traccia. Finora i lavori iniziati a luglio sono proceduti a colpi di nullaosta provvisori di Ansfisa, l’autorità che si occupa degli impianti a fune, accompagnati però da una sfilza di 14 prescrizioni. Con la sicurezza non si dovrebbe scherzare. Bastava parlare qualche giorno fa con gli operai impegnati nei cantieri per avere la conferma di quello che nessuna delle autorità ha il coraggio di ammettere: “Impossibile! L’impianto di Socrepes non sarà pronto in tempo” hanno detto carpentieri, muratori ed elettricisti. Sono loro che conoscono meglio di altri gli stati di avanzamento, anche se ne hanno una visione settoriale.
La cabinovia il 6 febbraio apparirà probabilmente quasi ultimata, il che basterà a Simico per dire che i lavori sono completati. Affermazione smentita da due dati. Il primo è costituito dalla dichiarazione rilasciata il 3 dicembre dal commissario Fabio Saldini: “Lavoriamo duramente per arrivare a completare l’impianto entro la fine di dicembre e procedere quindi con il collaudo entro fine gennaio”. Fine dicembre è ormai passata da un mese e l’impianto non è pronto. C’è un ritardo di almeno un mese e il collaudo non è nemmeno iniziato. Questo è il secondo punto decisivo. Dopo l’installazione di fune e cabine, serviranno i cosiddetti stress test. Occorre che le cabine girino a vuoto, per accertarne l’affidabilità e superare le prove di carico. Quanto tempo serve? Sicuramente giorni, tenendo conto che ci si trova di fronte a un’opera nuova. Per quante deroghe possano essere assicurate dai pieni poteri del supercommissario, è quantomeno bizzarro pensare che non vi debbano essere i timbri del collaudo tecnico. Ve l’immaginate una cabinovia ballerina che danza sulla frana nel mezzo di uno spettacolo planetario come le Olimpiadi invernali, col rischio di qualche malfunzionamento?