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 2026  gennaio 30 Venerdì calendario

Trump in declino lancia i conti bebè

«Potrei scendere sulla Quinta Strada, sparare a qualcuno e non perderei nemmeno un voto». Quando Donald Trump lo disse, prima di essere eletto la prima volta, ridemmo. Invece era vero. E lo è stato per tutti questi anni.
Ora, per la prima volta, sembra non essere più così: prima lo scandalo Epstein. È stato lo stesso Trump ad agitarlo, ma poi si è ritorto contro di lui facendogli perdere credibilità soprattutto tra i fedelissimi. Poi l’economia claudicante, i prezzi troppo alti, le famiglie in difficoltà: può perdere le elezioni di novembre su questo. E, ancora, i dazi che producono inflazione in alcune aree e spingono gli alleati a guardare altrove (vedi l’accordo Ue-India sul commercio). Di più: il leader che si vanta di andare sempre avanti ora fa dietrofront due volte in pochi giorni, sulla Groenlandia e a Minneapolis. L’immigrazione, sua carta vincente nel 2024, ora rischia di far perdere voti alla destra.
E, allora, The Donald apre un ombrello per ripararsi dalla grandinata e recuperare consensi: lancia con squilli di trombe i «conti Trump» (Trump accounts): un tentativo di ridurre le diseguaglianze dando ai giovanissimi un capitale iniziale per i momenti difficili e per la pensione. Dal 4 luglio (250esmo anniversario dell’Indipendenza), ai neonati (l’iniziativa è per i nati tra il 2025 e il 2028) verrà aperto un conto sul quale il Tesoro verserà mille dollari. Altri versamenti potranno essere fatti, con agevolazioni fiscali, da genitori e filantropi. Trump sta convincendo molte imprese a partecipare dando ai neonati dei loro dipendenti un contributo analogo a quello del Tesoro. E tanti, da Bank of America a Intel, a JP Morgan Chase, hanno già aderito.
Michael Dell (Dell Computers) destinerà 6 miliardi del suo patrimonio ai conti Trump mentre il finanziere Ray Dalio finanzierà i bimbi del Connecticut e la VISA consentirà di trasformare i punti accumulati con le carte di credito in donazioni per i neonati.
Soldi che verranno investiti in Borsa (sull’indice S&P 500), per far crescere i piccoli (purché cittadini Usa) con un capitale azionario da incassare a 60 anni (o prima con penalizzazioni).
Un’idea che girava da tempo ma rimasta sulla carta: difficile da realizzare, tra pubblico e privato. Trump la lancia: se funziona sul piano mediatico (per la sostanza ci vorranno anni) una boccata d’ossigeno per lui.