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 2026  gennaio 30 Venerdì calendario

Il ministero sui «questionari»: nessuna schedatura politica. Ma il caso arriva in Parlamento

Nessuna schedatura di docenti: è la conclusione del ministero dell’Istruzione che ha disposto accertamenti urgenti sulla vicenda del questionario proposto dagli studenti di Azione studentesca, organizzazione riconducibile a Fratelli d’Italia, «per verificare lo stato generale delle scuole italiane». Il questionario chiedeva, tra le altre cose, di segnalare se ci siano professori di sinistra che fanno propaganda. Gli accertamenti erano stati avviati per chiarire se ci fossero state effettivamente schedature o liste di proscrizione, come denunciato dal Pd e dalle forze di opposizione.
Il primo esito, spiegano dal ministero, è stato negativo. Il ministero ritiene infatti che non ci siano state schedature ad personam di alcun tipo, perché le domande erano poste in forma anonima e non si richiedeva di indicare il nome del docente considerato «di parte». «Si tratterebbe di una iniziativa simile anche ad altre già emerse in passato e riconducibili a posizioni politiche diverse», aveva detto la sottosegretaria Paola Frassinetti. D’altro canto, la linea del ministero è stata sempre quella di garantire nelle scuole il massimo pluralismo, il rispetto verso le idee di chiunque, per una scuola che non discrimini nessuno e che abitui allo spirito critico, rifiutando nel contempo ogni forma di indottrinamento.
L’iniziativa dei ragazzi viene bollata invece come illegale dalle opposizioni, che hanno presentato diverse interrogazioni parlamentari e minacciato denunce, come i sindacati. «La schedatura è un metodo aberrante», dice la segretaria Cisl scuola Ivana Barbacci, annunciando che «le strutture territoriali sono pronte a denunciare all’autorità giudiziaria chi promuove e gestisce iniziative di questo genere». Daniela Sbrollini (Iv) parla di «schedatura ideologica», Francesco Boccia (Pd) chiede un intervento di Giorgia Meloni, il M5S attacca: la risposta del ministero, dicono, «è tiepida e ambigua, un’alzata di spalle istituzionale davanti a un fatto grave. Cosa aspetta Fratelli d’Italia a prendere le distanze?». Ma anche ieri Giovanni Donzelli, responsabile di FdI, ha ribadito la sua difesa totale dei ragazzi: «Nessuna schedatura, si ascoltano i ragazzi. Emergono racconti di professori che fanno propaganda invece di insegnare». Il riferimento è al video su Instagram in cui il responsabile di Azione studentesca dileggia le proteste della sinistra e racconta alcune storie riportate nel sondaggio: «Uno studente ci ha raccontato di come un suo professore ha esultato alla morte di Charlie Kirk, un altro ci ha raccontato di come un altro professore ha invitato tutti gli studenti a partecipare alle manifestazioni pro Pal e sostenere la Global Flotilla come unico modo per sostenere il popolo palestinese, un altro è arrivato a dire che questo governo è erede del partito nazionale fascista. Questi fatti confermano come a scuola spesso c’è un evidente problema di indottrinamento, da parte di chi dovrebbe insegnare in rispetto alle posizioni libere di tutti gli studenti».