Corriere della Sera, 30 gennaio 2026
Salvini frena su Vannacci: chiariremo. Fontana: dal generale mosse anomale
La pacificazione passa da una «lenticchia». C’è chi chiama così i simboletti inclusi nel simbolo elettorale di un partito. E l’ipotesi è che il logo di Futuro nazionale, il movimento di Roberto Vannacci registrato come dominio web lo scorso 31 ottobre, possa diventare appunto una lenticchia nel simbolo leghista. Forse per questo dal nuovo account Instagram del movimento vannacciano sono scomparsi i tricolori con «Italia stiamo arrivando» che c’erano all’inizio. A ieri sera, i follower di un account vuoto erano 2.975. Il compromesso sul simboletto potrebbe essere il punto di caduta per evitare la rottura tra la Lega e i sostenitori del generale.
Molti pensano che sia una pezza peggiore del buco. I leghisti, la maggior parte, sono spaventati: «Ma come? – dice uno di loro —. Noi dobbiamo stare zitti e buoni e c’è chi si permette di registrare simboli, invitare a votare contro il partito e il governo, ed è tutto normale?». E non è che l’inizio. Oggi, poi, la situazione rischia di diventare manicomiale. Con il leghista Domenico Furgiele che ha prenotato la sala stampa della Camera per una conferenza con esponenti di CasaPound, Forza Nuova e altre sigle della destra estrema. Il tutto potrebbe finire in caos: le opposizioni intendono presidiare la sala delle conferenze e chissà come la prenderanno skin e patrioti.
Matteo Salvini ancora ieri mattina liquidava le polemiche sul simbolo presentato da Vannacci: «È un problema soltanto per voi giornalisti». Quanto al generale, «ci vedremo con calma». Quando? «Sarete gli ultimi a saperlo». Ma «fra decreto Sicurezza, ricostruzione, Olimpiadi e cantieri ferroviari, l’ultima delle mie preoccupazioni sono problemi e litigi». In realtà, le mosse del generale paiono pianificate con buon anticipo: il dominio internet del futuro movimento «Futuro Nazionale» è stato registrato lo scorso 31 ottobre dall’assistente di Vannacci all’euro parlamento Giulio Battaglini. Un ex Fratelli d’Italia, il che spiega l’inquietudine con cui si guarda alle mosse vannacciane dal partito della premier. È tra loro, soprattutto, che si pensa alle iniziative di Roberto Vannacci addirittura come eterodirette: «Non vorrei mai scoprire – dice un dirigente – che si tratti di una destabilizzazione nata al Cremlino». Il che porta anche a riflessioni sulla legge elettorale in gestazione: «Si potrebbe effettivamente pensare di alzare la soglia di sbarramento» ammette l’esponente meloniano.
In realtà, non sono soltanto i giornalisti a porsi delle domande sull’attivismo di Vannacci. Anche il presidente della Lombardia, Attilio Fontana, si è «fatto l’idea che c’è qualcosa di un po’ anomalo. Quando si creano dentro e fuori da un partito circoli organizzati, iniziative e incontri e si resta nello stesso partito come vicesegretario, mi sembra un po’ anomalo». In ogni caso, «deciderà il segretario federale». Gli risponde Vannacci: «Le anomalie, chiamate dislocazioni nei metalli, rendono i metalli più duttili e malleabili e ne migliorano le caratteristiche meccaniche. Strano che Fontana non lo sappia». Controreplica del governatore: «Non mi intendo molto di metalli. Ma so cosa è un partito e so come si sta dentro a un partito...». Il Patto per il Nord se la gode: «Fanno finta di stupirsi che Vannacci è Vannacci, ma lo sapevano dall’inizio». Ma anche tra i sostenitori del generale ci sono problemi. I Team di Milano, Varese-Busto Arsizio e Verona firmano una nota di totale rottura: «Quello che negli slogan viene raccontato come un movimento organizzato si è rivelato l’opposto: un caos permanente, privo di guida»