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 2026  gennaio 30 Venerdì calendario

Più uomini e fondi extra, Crosetto scrive alle Camere: riformiamo le Forze armate

La chiama «sfida ambiziosa». Il cui esito, scrive, «ricadrà su chi verrà dopo di noi e sarà decisivo per la sicurezza e la credibilità del Paese». Lo scorso 20 gennaio il ministro della Difesa Guido Crosetto ha inviato una lettera al presidente della Repubblica Sergio Mattarella (in qualità di comandante supremo delle Forze armate) e ai presidenti delle commissioni Difesa di Camera e Senato, Nino Minardo e Stefania Craxi. Nella missiva – anticipata dal Corriere.it – si annuncia che la riforma delle Forze armate è imminente. C’è anche una data: «Sottoporrò il testo del disegno di legge all’esame del Consiglio dei ministri entro il mese di marzo», scrive Crosetto. «Così da consentire – continua – un tempestivo avvio dell’esame parlamentare che, auspico, possa svolgersi con la profondità e la speditezza che i contesti in cui viviamo richiedono».
Il ministro della Difesa ha fretta. Dal tono della lettera fa capire che non c’è tempo da perdere: occorre colmare un gap con gli altri Paesi e la situazione geopolitica internazionale lo richiede. Meglio: «Il contesto che viviamo impone una riflessione profonda sullo strumento militare nazionale». È necessario dunque «ripensare in modo organico modelli, capacità e assetti, rendendo la Difesa più moderna,flessibile ed efficiente». Quello che sta delineando il ministro «è un percorso su cui molte Nazioni amiche e alleate stanno già procedendo e che richiede anche un adeguamento del quadro normativo interno, capace di accompagnare e sostenere un cambiamento ormai indispensabile».
Tra i pilastri del disegno di legge ci sono l’istituzione di una riserva di volontari (si parla di 10 mila unità), la creazione di un’Arma che si occupi solo di cybersicurezza e prevenzione delle guerre ibride (accorpando le tante che competenze che ora sono spezzettate in vari ministeri), l’aumento degli organici, fino a una dotazione di circa 160 mila unità entro il 2033 per Esercito, Marina e Aeronautica. Su questo dossier è già al lavoro «un comitato strategico». Che poi dovrà arrivare a un testo che passerà al vaglio di Palazzo Chigi e infine del Parlamento. «Sarà una proposta chiara, costruita sulle reali esigenze del Paese». Il lavoro del Comitato strategico, composto da tecnici delle Forze armate, «si concentrerà su capacità operative, semplificazione delle procedure e organizzazione del personale, includendo ambiti come le forze della riserva e la cyber security, elementi essenziali per rafforzare la resilienza e la protezione operativa del sistema difensivo nazionale».
Solo per fornire un dato: l’Italia, secondo fonti della Difesa, subisce circa 80 attacchi informatici al giorno. Compresi i festivi. Si tratta di azioni «ostili» nei confronti delle nostre infrastrutture digitali che provengono da Cina, Russia, Corea del Nord e Iran. La riforma andrà anche a incidere su questo aspetto, quello della guerra ibrida, oggetto dell’ultimo consiglio supremo di Difesa al Quirinale lo scorso 17 novembre. Attualmente le deleghe e le competenze in materia cyber sono in capo a Palazzo Chigi (sotto l’egida dei sottosegretari Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari), ma divisi anche tra Farnesina, Difesa, Servizi segreti, più l’Agenzia ad hoc che se ne occupa. L’idea di Crosetto è di fare ordine in questo «spezzatino» di ruoli e funzioni. Sarà questa la principale sfida delle riforma.