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 2026  gennaio 29 Giovedì calendario

La ricchezza finanziaria batte Covid e inflazione

I dati sulla ricchezza dei settori istituzionali diffusi ieri dall’Istat e di prevalente fonte Banca d’Italia confermano che la ricchezza finanziaria netta (RFN) delle famiglie italiane è la più alta in Europa in rapporto al PIL e che, nonostante la pandemia, essa è cresciuta notevolmente a valori correnti dal 2019 al 2024, e poi, secondo le ultime stime Bankit, anche da fine 2024 al terzo trimestre 2025, battendo così l’inflazione divampata nel 2022-2023.
Incrociando i dati Istat e Bankit con quelli coerenti dell’Eurostat, scopriamo innanzitutto che la RFN dell’Italia è stata nel 2024 pari al 226% del PIL, davanti alla RFN delle famiglie del Belgio (211%), dei Paesi Bassi (202%), della Francia (171%), della Germania (168%) e della Spagna (149%). Non solo. Dal 2019 al 2024 la RFN delle famiglie italiane è passata da 3.749 a 4.971 miliardi di euro: +1.222 miliardi in cinque anni (i dati, secondo le classificazioni vigenti, incorporano la RFN delle organizzazioni non profit che tuttavia rappresentano solo una quota marginale del totale).
La crescita della RFN delle famiglie italiane dal 2019 al 2024 è stata del 32,6%, nettamente superiore a quella dell’inflazione, cioè dell’indice armonizzato dei prezzi al consumo, aumentato complessivamente nel periodo considerato del 18,9%, secondo la serie storica diffusa ieri da Istat nel suo comunicato stampa. Dunque, gli italiani sono oggi molto più ricchi anche in termini reali rispetto al 2019, anno precedente la pandemia, nonostante l’impennata dell’inflazione del 2022-2023. Infatti, nel sottoperiodo 2019-2021 la RFN era aumentata del 18,7%, mentre l’inflazione soltanto del 3,9%. Poi, nel sottoperiodo successivo 2021-2024, la RFN è cresciuta dell’11,7%, dunque un po’ meno dell’inflazione, +14,5%, ma mantenendo tuttavia il grosso dell’incremento reale accumulato in precedenza. Inoltre, essendo diminuita la nostra popolazione dell’1,3% dal 2019 al 2024, la RFN pro capite in Italia è aumentata complessivamente in cinque anni del 34,3%, cioè poco meno del doppio dell’inflazione, con un significativo incremento in termini reali.
A fine 2024, la RFN delle famiglie italiane risultava ancora inferiore in termini reali del 2,4% rispetto al massimo storico toccato nel 2021, è vero, ma, secondo i dati di Banca d’Italia già pubblicati anche sul sito web di Eurostat, alla fine del terzo trimestre 2025 la RFN degli italiani era arrivata a quota 5.221 miliardi di euro, con un ulteriore balzo all’insù del 5% a valori correnti rispetto al dato di fine 2024. Considerato che nel 2025 l’inflazione è aumentata dell’1,7%, si può stimare che al terzo trimestre 2025 la RFN delle famiglie italiane si è collocata già dello 0,8% in termini reali sopra i livelli del 2021, fissandosi così ad un nuovo massimo storico.

Il comunicato Istat di ieri fornisce anche i dati sulla ricchezza non finanziaria delle famiglie italiane, costituita prevalentemente da abitazioni e terreni coltivati. Il valore di questa ricchezza, che di per sé ha la natura di un investimento non liquido e di lungo periodo, dal 2019 al 2024 è cresciuto di meno non solo della RFN ma anche dell’inflazione, soltanto del 5,9%, arrivando nel 2024 alla cifra 6.672 miliardi di euro. Si tratta, tuttavia, di un valore fittiziamente eroso dall’incremento dei prezzi del 2022-2023, in quanto la maggior parte delle famiglie ha mantenuto il pieno possesso delle abitazioni e dei terreni, cioè non li ha venduti ricavando una somma monetaria che poi avrebbe perso potere d’acquisto rispetto all’inflazione. Quindi, non condividiamo il metodo dell’Istat di sommare RFN e ricchezza non finanziaria per poi concludere che la somma, cioè la ricchezza totale netta delle famiglie italiane, ha perso il 5% circa di valore reale dal 2021 al 2024. Si tratta di una affermazione discutibile, di una non notrizia.
Tornando ai dati europei, è infine interessante notare che la RFN delle famiglie italiane pro-capite è quella cresciuta di più a valori correnti tra i quattro maggiori Paesi dell’Eurozona dal 2019 al 2024 (+34,3%, come già detto), davanti a Spagna (+30%), Germania (+28,5%) e Francia (+16,7%). Considerato anche l’aumento dei prezzi al consumo nello stesso periodo negli altri Paesi (cioè +18,3% in Spagna, +22,3% in Germania e +17,5% in Francia), l’Italia ha anche fatto registrare, davanti alla Spagna, la migliore performance della sua RFN per abitante in termini reali, che è invece stata erosa in Francia ed è aumentata assai poco in Germania.