il Fatto Quotidiano, 29 gennaio 2026
Usa, blitz sul nucleare: niente più regole e zero trasparenza
Cancellate centinaia di norme di sicurezza. Allentate le protezioni per acque e ambiente. Aumentata la quantità di radiazioni cui il lavoratore di un impianto nucleare può essere esposto. Sono alcune delle novità presenti nelle nuove regole approvate dal Dipartimento all’Energia Usa, il Doe, che intende costruire almeno tre reattori nucleari sperimentali, e a uso commerciale, entro il prossimo 4 luglio. La notizia è stata data per prima da Npr, la radio pubblica, che ha avuto accesso a documenti preparati negli scorsi mesi e mai resi pubblici. Il Doe li ha elaborati in collaborazione con le aziende stesse coinvolte nella costruzione e gestione degli impianti.
Il governo Usa e le aziende private, controllore e controllati, hanno fissato le nuove regole, abbattendo molte protezioni. E in gran segreto. Tutto parte lo scorso maggio, quando dallo Studio Ovale Donald Trump annunciava trionfante una serie di ordini esecutivi sull’energia nucleare. Tra questi, uno che chiedeva al Dipartimento all’Energia di lavorare a un programma – il “Reactor Pilot Program” – per la costruzione di tre reattori nucleari entro il 4 luglio 2026.
“Il nucleare è fantastico, è brillante. È anche sicuro”, spiegava il presidente, attorniato dai sorridentissimi amministratori delegati delle grandi aziende del settore. La scadenza imposta aveva sollevato diverse critiche. Per costruire questo tipo di impianti, spiegano molti scienziati, ci vogliono almeno due anni di test e ricerche. Trump dava al Doe poco più di un anno. C’era poi un altro elemento importante. La regolamentazione del settore dei reattori nucleari negli Stati Uniti è dal 1975, anno della sua creazione, demandato alla Nuclear Regulatory Commission, nota per il rigore dei suoi standard di indirizzo e verifica. Il Doe ha avuto invece giurisdizione solo sui reattori costruiti sul suolo federale. Il nuovo piano dà invece poteri di controllo su tutti i reattori americani proprio al Doe, un soggetto politico, quindi più aperto a condizionamenti e negoziazioni. La natura e gli interessi di questa nuova strategia sono chiaramente svelati nelle nuove norme fissate dal Doe. Sparisce l’obbligo per le aziende proprietarie degli impianti a tutelare le acque sotterranee. Sparisce il cosiddetto Alara, lo standard normativo che costringe le imprese a mantenere livelli di esposizione alle radiazioni al di sotto del limite legale ogni volta che possono. Ora sarà sufficiente “considerare” la possibilità di mantenere bassi i livelli. Vengono innalzati i livelli di radiazione cui i lavoratori possono essere esposti. Ma si rimuove anche l’obbligo di utilizzare la “migliore tecnologia disponibile” per proteggere l’approvvigionamento idrico dallo scarico di materiale radioattivo. E spariscono i requisiti per l’addestramento in caso di emergenza. Spariscono norme consolidate che specificano come mettere in sicurezza il materiale nucleare. Cancellati i limiti di orario per il personale impiegato nelle operazioni di sicurezza.
Si tratta, insomma, di un pressoché totale cedimento alle esigenze di riduzione dei costi e di deregolamentazione che da anni le imprese del settore portano avanti grazie a una massiccia azione di lobbying a Washington. La nuova generazione di progetti di reattori nucleari è poi sostenuta, oltre che dai finanziamenti governativi, dai miliardi delle società di private equity e dei giganti della tecnologia, tra questi Amazon, Google e Meta, che puntano a far sì che i reattori possano fornire energia economica e affidabile per i loro progetti di intelligenza artificiale.