repubblica.it, 29 gennaio 2026
Cinquanta euro a chi denuncia bar, ristoranti e agenzie di scommesse”: LaLiga contro il pezzotto
LaLiga spagnola, organizzatrice del massimo campionato di calcio nel Paese, pagherà 50 euro alle persone che denunceranno il “pezzotto” (la visione illegale delle partite) in agenzie di scommesse, bar e ristoranti.
Come anche in Italia, gli esercizi pubblici spagnoli possono trasmettere le gare a condizione di avere un abbonamento a loro dedicato, più caro di quello che pagano le famiglie. Come in Italia, ci sono ristoranti, bar, agenzie di scommesse in terra spagnola che propongono le sfide calcistiche in modo illegale. Usano il “pezzotto” oppure hanno un abbonamento per famiglie perché più conveniente.
Adesso LaLiga spagnola apre un canale per le denunce, via Internet. Le persone potranno segnalare la visione illegittima delle partite. Se lo faranno in forma anonima, non avranno diritto al compenso. Se lasceranno il proprio nome e cognome, e la propria email, potranno ricevere 50 euro. Il pagamento non sarà automatico. LaLiga verificherà se la denuncia è fondata e soltanto allora pagherà la somma.
Perché la denuncia risulti credibile, il denunciante dovrà allegare delle fotografie del televisore che sta proponendo la gara, dell’interno dell’esercizio commerciale e anche una dell’edificio che ospita l’agenzia, il bar e il ristorante, perché sia identificato in modo certo.
Il denunciante potrà presentare fino a quattro denunce sullo stesso esercizio, dunque guadagnare fino a 200 euro, se andasse in più giornate nel locale e si accorgesse che la trasmissione irregolare si ripete per gare diverse.
LaLiga spagnola non prenderà in considerazione denunce basate su immagini che contengono i volti di altri frequentatori del locale o un qualsiasi altro dato sensibile.
Una messa in onda è illecita se il televisore del locale non mostra due lettere (la A maiuscola oppure la B), quelle che identificano la trasmissione regolare.
Dice Javier Tebas, presidente di LaLiga: “La pirateria danneggia l’intero ecosistema calcistico e, in particolare, bar, ristoranti e agenzie di scommesse che rispettano la legge. Vogliamo che tutti siano in grado di identificare una trasmissione illegale e sappiano di potercela segnalare in modo semplice, sicuro e riservato. La collaborazione dei cittadini è uno strumento chiave in questa lotta”.
A proposito di riservatezza, la Liga si impegna dunque a non divulgare il nome dello sportivo denunciante.
In Italia, chi ha memoria del settore pay-tv ha già visto questo film, sia pure con interpreti diversi. Nel 2015 Sky chiedeva ai propri dipendenti di comportarsi da agenti 007, in vacanza. Queste persone avevano un canale privilegiato per denunciare bar, ristoranti e hotel che trasmettevano la Serie A o le Coppe in modo illegittimo.
Anche lì, la chiave era un segnale grafico sullo schermo: la presenza (o l’assenza) di un calice in basso a destra, indicatore dell’abbonamento regolare per esercizi commerciali.
Se il calice mancava, il dipendente fotografava lo scontrino del bar o la ricevuta dell’hotel e inviava tutto a un indirizzo dedicato, per attivare gli ispettori. In caso di irregolarità confermata, arrivava la ricompensa: un buono benzina da 50 euro.