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 2026  gennaio 29 Giovedì calendario

Casa nel bosco, la denuncia dei genitori

A due giorni dall’avvio della perizia che dovrà pesare le competenze «genitoriali» di Nathan e Catherine Trevallion, la famiglia denuncia l’assistente sociale nominata dal Tribunale, Veruska D’Angelo, curatrice dei diritti dei tre minori. Un esposto all’ordine professionale degli assistenti sociali e all’ente regionale da cui dipende l’ufficio del comune di Palmoli dove la specialista lavora è stato presentato dagli avvocati Marco Femminella e Danila Solinas. Nel documento si spiega che l’assistente sociale «non ha svolto il proprio incarico con l’imparzialità richiesta dal ruolo». Si sarebbe, infatti, mostrata «ostile» alla famiglia Trevallion da quando si è deciso il trasferimento dei figli. Di più: secondo gli avvocati, D’Angelo «avrebbe interpretato le proprie mansioni con negligenza», al punto che durante tutte queste settimane avrebbe incontrato i Trevallion e i loro figli appena cinque volte. Poche, a detta dei difensori, per svolgere con terzietà il proprio lavoro. Non bastasse, contro di lei, milita una certa sovraesposizione mediatica: l’esperta avrebbe rilasciato diverse interviste, soprattutto nei primi tempi.
A questo punto sarà D’Angelo a decidere se rimanere o fare un passo indietro, senza escludere che sia il Tribunale a intraprendere la via della revoca. Sulle possibili lacune professionali della tutor interviene anche il consulente della famiglia e psichiatra Tonino Cantelmi, che, però, utilizza parole prudenti e toni pacati: «Ho appena visionato il documento dell’autorità garante per l’infanzia circa il prelevamento dei minori. Mi pare che la gestione da parte dei servizi della vicenda della famiglia nel bosco presenti contraddizioni. Dovremmo fare una riflessione su come tutto è stato gestito dai servizi. Oltretutto assistiamo a un incredibile prolungamento del tempo del dolore di tutti a causa dei problemi tecnici della perizia». A scendere in campo contro chi ha gestito la vicenda della famiglia nel bosco c’è anche una suora-avvocata. Si chiama Anna Egidia Catenaro, è la presidente di Avvocatura in Missione, un’associazione che – dichiara lei – «ha tra i membri attivi avvocati e magistrati cattolici». In una lettera aperta alla garante per l’infanzia Marina Terragni accusa il Tribunale dell’Aquila per il provvedimento di allontanamento dei tre bimbi; la tutrice Palladino della quale chiede la revoca immediata perché avrebbe espresso pubblicamente dei giudizi sui bambini «anziché astenersi»; le assistenti sociali che non avrebbero aiutato la famiglia. Nella lettera ci sono accuse pesantissime, parole che dette da una suora suonano poco misericordiose: «La misericordia va esercitata nella verità. Non si può più tacere, è il momento di agire di fronte a questo sopruso. I traumi e le ferite difficilmente si rimargineranno. Chiediamo un provvedimento urgente per il dissequestro dei bambini».