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 2026  gennaio 28 Mercoledì calendario

Decolla la ricerca italiana sul cervello: 1.500 lavori in tre anni

Un balzo in avanti per la ricerca nelle neuroscienze. Non sono mai stati così tanti gli studi pubblicati in Italia in questo campo: grazie al programma Mnesys, la ricerca italiana è da record con oltre 1.500 lavori scientifici prodotti nell’arco di tre anni, di cui il 75% nelle riviste top di settore. Con importanti risultati per nuove strategie dall’Alzheimer alla depressione. È quanto emerge dal bilancio dei tre anni di attività del programma finanziato con 115 milioni del Pnrr -, tracciato a Genova durante l’evento finale “Mnesys: viaggio nel cervello”. Sul podio Genova, Bologna e Napoli con più di 200 studi pubblicati, seguite da Roma Tor Vergata. Ridotto anche il gap tra Nord e Sud nella ricerca scientifica: sono ben oltre 500, e in continua crescita nei tre anni del programma, le pubblicazioni di università ed enti del Sud Italia, anche grazie alle sempre più numerose collaborazioni avviate con diverse strutture del resto del Paese, passate da poco più di 20 nel 2023 alle oltre 150 del 2025. «Mnesys è la risposta italiana ai grandi progetti internazionali – dice Antonio Uccelli, coordinatore scientifico di Mnesys, ordinario di neurologia all’Università di Genova e direttore scientifico dell’Irccs Azienda ospedaliera metropolitana Regione Liguria –. Con oltre 800 scienziati coinvolti e grazie ai 65 centri che si sono aggiunti ai 25 soci fondatori, fra cui l’Università di Genova capofila del progetto, sono stati raggiunti risultati mai visti. Le scoperte che si stanno facendo, dai gemelli digitali del cervello ai nuovi bersagli contro cui sviluppare terapie innovative per Alzheimer e Parkinson, dall’utilizzo di farmaci già noti che, grazie alla loro migliore conoscenza, potranno essere usati anche in malattie diverse, fino allo sviluppo di protesi bioniche sempre più integrate, sono solo alcuni esempi dei successi dei ricercatori Mnesys, che avranno ricadute positive sulla salute dei cittadini e sull’organizzazione della sanità». «Tre anni fa Mnesys era una scommessa, oggi possiamo affermare che dimostra come sia possibile generare eccellenza attraverso partnership di valore, creando un legame indissolubile tra ricerca ed economia reale», spiega Enrico Castanini, presidente di Mnesys. Fra le principali scoperte dal programma, spicca come il sonno dei neonati serva ad un neurosviluppo corretto nei prematuri. I ricercatori stanno anche scoprendo che, dalle caratteristiche di alcune cellule del sistema immunitario rilevabili nel sangue, si possono dedurre informazioni importanti per indirizzare al meglio le terapie in caso di patologie psichiatriche, fra cui la schizofrenia e il disturbo bipolare; da specifici tratti del temperamento, come la maggior dipendenza dalle gratificazioni sociali e dal supporto emotivo, si possono invece trarre indicazioni sui pazienti con depressione maggiore resistente al trattamento, che possono rispondere meglio alle terapie di nuova generazione, come esketamina.