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 2026  gennaio 28 Mercoledì calendario

Denaro occultato nei bagagli negli aeroporti. La Finanza intercetta oltre 15 milioni di euro

Quasi 16 milioni di euro di valuta non dichiarata che diversi cittadini hanno provato, nel corso del 2025, a far uscire dall’Italia dagli aeroporti di Ciampino e Fiumicino, oltre che dal porto di Civitavecchia. È questo il bilancio elaborato dalla Guardia di Finanza e dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Tanti i controlli eseguiti e tantissime le sanzioni elevate, oltre ai sequestri, con una novità: «Dal gennaio dello scorso anno, con il cambio della normativa, abbiamo assistito a una riduzione dei movimenti ma a un aumento di valuta per singolo passeggero che si è provato a portare fuori dal nostro Paese commenta il colonnello Gabriele Nastasi, comandante del Gruppo della Guardia di Finanza Fiumicino utilizzando a volte nascondigli e stratagemmi molto sofisticati».
Non solo dunque i doppi fondi delle valigie, ma anche le scatole di cereali o quelle della pasta, dove il denaro era stato sapientemente occultato senza che i sacchetti stessi del cibo apparissero danneggiati. E ancora denaro nascosto dentro le suole delle scarpe o fra i libri e dentro ai giocattoli per bambini. Cifre variabili, ma comunque in media superiori ai 50 mila euro per passeggero.
Le attività hanno portato al sequestro di oltre 958 mila euro in contanti, alla verbalizzazione di più di mille soggetti e al versamento di oblazioni per circa 760 mila euro. «I risultati commenta Montemagno, direttore Lazio e Abruzzo dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ottenuti nel contrasto al traffico illecito di valuta possono rappresentare segnali di reati più gravi da approfondire nelle competenti sedi, al fine di individuare la natura dei flussi di capitali». Le indagini su alcuni sequestri sono infatti ancora in corso.
La maggior parte del denaro sequestrato, è stato verificato, rappresentava guadagni in nero di piccoli imprenditori stranieri attivi per lo più nel settore dei servizi. Dunque minimarket, ad esempio, ma anche autolavaggi e attività di bellezza, i cui titolari partivano alla volta dei Paesi d’origine sud-est asiatico o Nord Africa portando con sé capitali non denunciati. Ma l’esportazione del denaro, come pure molte indagini delle forze dell’ordine hanno ipotizzato, nasconde dietro di sé fenomeni come il riciclaggio di proventi illeciti, senza escludere il mercato degli stupefacenti. «Il monitoraggio dei flussi finanziari afferma il generale Mariano La Malfa, comandante regionale Lazio della Guardia di Finanza è il metodo più efficace per individuare i capitali di origine illecita, prevenendo e contrastando forme di riciclaggio in grado di inquinare l’economia legale e di alterare le condizioni di concorrenza».