La Stampa, 28 gennaio 2026
Torino, Sosta quanto mi costi
Una “tassa invisibile” da 180 euro l’anno. Tanto arriva a costare l’abbonamento che permette ai torinesi di parcheggiare la propria auto sulle strisce blu della zona di residenza. E il prezzo sale a 250 euro se si risulta solo dimoranti. Torino è tra le pochissime grandi città d’Italia che fa pagare la sosta anche a chi, nelle zone con il parcheggio a pagamento, ci abita.
Negli anni Milano, Roma, Napoli, Firenze, Bologna, Palermo, solo per citarne alcune, hanno introdotto pass e permessi gratuiti per i residenti che parcheggio nella zona della loro abitazione. Per le strisce blu di Torino niente. Anzi: la mozione per introdurli, presentata dalla capogruppo di Forza Italia Federica Scanderebech lo scorso agosto, non è mai stata nemmeno discussa a Palazzo Civico. «I termini per parlarne in Commissione sono scaduti, il Pd ha ignorato la proposta e ora la porterò direttamente in Consiglio comunale», annuncia la consigliera di opposizione. Una volta lì, forse, cambierà qualcosa.
Intanto, i torinesi che vogliono parcheggiare sulle strisce blu sotto casa devono continuare a pagare la tariffa oraria – che varia da 1,20 euro in corso Svizzera ai 2,80 del centro – o appunto il permesso annuale. Quindici euro al mese. Una cifra moderata, ma tutte le altre grandi città – di cui tante a guida Pd – non la prevedono.
A Milano, per esempio, i residenti possono parcheggiare gratuitamente sulle strisce giallo-blu della propria zona chiedendo un pass virtuale. A Bologna lo stesso. A Roma il permesso gratuito vale addirittura per due auto a persona. A Napoli è gratis dopo aver richiesto l’apposito permesso “R” all’Agenzia mobilità cittadina. A Firenze, sempre previa registrazione sul portale comunale, si può parcheggiare liberamente nella propria Zona a sosta controllata e, pagando 100 euro l’anno ciascuna, anche nelle altre aree.
Ci sono città dove si paga, ma meno. Come Palermo, dove il permesso è gratis ma c’è il costo del rilascio del pass a carico del richiedente (10 euro per quello annuale, 20 euro per quello biennale). A Genova, invece, il permesso annuale per i residenti che vogliono parcheggiare in una “Blu Area” costa 25 euro l’anno. Cifre lontane dai 180 euro di Torino.
Fino a 9 anni fa, a Torino il prezzo era più simile a quello di Genova: 45 euro l’anno. Ma la giunta Appendino varò il rincaro che arriva ai 180 euro l’anno di oggi per chi supera i 50 mila euro di reddito Isee (90 euro per chi è tra 20 e 50 mila, 45 euro tra 12 e 20 mila, 10 euro per chi non supera i 12 mila). L’attuale sindaco Stefano Lo Russo, all’epoca capogruppo dell’opposizione, ribadì più volte la sua contrarietà all’aumento. Il 4 maggio 2017, sui social network, pubblicò addirittura un attacco che diceva così: «Stangata! Aumentano i costi per i cittadini: sosta residenti... +400%. Grazie Appendino».
L’aumento dei costi non è del Pd, ma dopo quattro anni di amministrazione Lo Russo non si è mai parlato di riassorbire la «stangata». E i costi orari delle strisce blu sono aumentati, per residenti e non, di 20 o 30 centesimi a seconda della zona.
Così, ai torinesi a caccia di un parcheggio sotto casa non resta che pagare la “tassa invisibile” quasi unica in Italia. Sempre ammesso che lo si trovi, il parcheggio, visto che secondo il report dell’Osservatorio Aipark in tutta la città mancano all’appello 16.500 posti per raggiungere lo standard europeo di uno stallo ogni 10 residenti. A tutela dei residenti c’è stato l’aumento degli stalli giallo-blu, da San Salvario a Vanchiglia fino ad arrivare alle ultime comparse sulla Gran Madre. L’auto dei residenti ha la priorità, ma il pagamento resta imprescindibile. —