repubblica.it, 28 gennaio 2026
Cloudflare farà ricorso contro la multa Agcom: “Sanzione sbagliata, non capiscono Internet”
Cloudflare farà ricorso contro la multa Agcom. Il colosso americano ha deciso di impugnare legalmente una sanzione da 14 milioni di euro inflitta dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, definendo il sistema anti-pirateria italiano “fondamentalmente imperfetto” e una minaccia per la stabilità dell’economia digitale nel Paese. La mossa di Cloudflare segna un nuovo picco di tensione tra le grandi aziende tecnologiche internazionali e le autorità di regolamentazione italiane. Il motivo è il funzionamento del “Piracy Shield”, nota anche come legge ‘anti-pezzotto’, la piattaforma introdotta per oscurare in tempo reale i flussi illegali di eventi sportivi. Secondo Cloudflare, la normativa non solo presenta gravi lacune tecniche, ma violerebbe i regolamenti dell’Unione Europea, a partire dal Digital Services Act.
Matthew Prince, co-fondatore e amministratore delegato di Cloudflare, ha criticato duramente il Piracy Shield e la multa inflitta da Agcom. “Piracy Shield sta danneggiando Internet in Italia senza effettivamente risolvere il problema della pirateria”, ha dichiarato. “La piattaforma gestita da Agcom non sta solo impattando Cloudflare, ma minaccia ogni aspetto di Internet in Italia, scoraggia gli investimenti e rischia di compromettere i servizi essenziali che poggiano sulla rete. E tutto questo perché Agcom non comprende come funziona Internet e ha lasciato che soggetti privati dettassero cosa gli utenti possono vedere”. La multa dell’Agcom ha avviato un ampio dibattito in Italia sul Piracy Shield. Ma il dibattito è aperto all’interno della stessa Agcom.
A Italian Tech la commissaria Giomi, unica a votare contro la misura Agcom contro Cloudflare, ha criticato la multa dicendo che la piattaforma è “squilibrata” nelle misure adottate e ha “costi fuori gestione”.