repubblica.it, 28 gennaio 2026
I docenti contro censimento prof di sinistra: “Liste di proscrizione”. Valditara avvia accertamenti
Contro il censimento dei prof di sinistra da parte dei giovanissimi di Fdi anche i docenti si ribellano. L’opposizione al sondaggio, sarebbe meglio chiamarlo schedatura, parte da Giorgio Peloso Zantaforni, insegnante di lettere di liceo, dopo il lancio nelle classi del questionario da parte di Azione studentesca, gruppo di destra fiorito nelle scuole e legato a Gioventù nazionale, a sua volta costola di Fratelli d’Italia.
«Probabilmente fa più paura l’antifascismo insegnato dal fascismo mai davvero disimparato», dice in un video pubblicato sui social e diventato virale il docente.
Ma cos’è successo? Nei giorni scorsi Azione studentesca ha distribuito davanti alle scuole un volantino dal titolo “La scuola è nostra”, nel quale s’invitano gli studenti a mettersi al lavoro per stilare un report nazionale sulla situazione degli istituti. Inquadrando il Qr code si viene rimandati a un questionario in cui, tra le altre cose, si chiede esplicitamente di segnalare se nelle proprie aule ci siano “uno o più professori di sinistra che fanno propaganda durante le lezioni” e di “descrivere i casi più eclatanti”. È successo a Cuneo, ad Alba, a Palermo, a Prato, a Pordenone, a Bergamo.
«Una moderna lista di proscrizione», la definisce Zantaforni. E non «un sondaggio imparziale sulla politicizzazione delle scuole» perché la domanda è diretta e riguarda solo i prof con un preciso orientamento. E allora il docente di Pordenone aggiunge: «Vorrei rendere più facile il lavoro ai signori di Azione studentesca: sono un professore e sono di sinistra. Schedatemi pure».
«L’unico mezzo – conclude – con cui possiamo opporci a questa preoccupante deriva autoritaria è la resistenza e uno dei modi per farla è mettere il proprio pensiero, la propria faccia, il proprio corpo a servizio del dissenso come pratica civile e della memoria storica come argine contro ogni tentazione di disciplinamento ideologico».
Nel frattempo Riccardo Ponzio, presidente di Azione studentesca, ha provato a respingere le accuse, precisando che la sezione dedicata alla “politicizzazione delle scuole” del questionario non chiede di indicare nomi. «Chi si indigna – ha aggiunto – forse teme di perdere il controllo su cosa accade in classe».
Intanto però il caso è finito sul tavolo della procura di Pordenone. Il segretario provinciale del Pd, Fausto Tomasello, e il capogruppo in consiglio comunale, Nicola Conficoni, hanno presentato un esposto: «Una simile iniziativa – argomentano – non può essere derubricata a critica politica, configura un metodo di delazione e intimidazione che richiama logiche di controllo ideologico incompatibili con i principi di una scuola democratica».
Parlamentari Pd e Avs hanno invece annunciato un’interrogazione al ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara che avvia accertamenti. “Da quanto risulta al momento – afferma la sottosegretaria all’Istruzione, Paola Frassinetti – si tratta di un’iniziativa autonoma promossa da alcuni studenti, che avrebbero effettuato una sorta di sondaggio anonimo. Non si tratterebbe di una “schedatura” o di liste di “proscrizione”, stante l’anonimato, ma di una iniziativa simile ad altre e riconducibili a sensibilità e posizioni politiche diverse. La scuola deve rimanere un luogo di confronto libero, pluralista e rispettoso"
Sono più di cento docenti dell’IIS Livi-Brunelleschi di Prato che hanno sottoscritto un appello: «Nel mondo alla rovescia in cui stiamo vivendo, capita dunque che noi insegnanti dobbiamo difenderci dal “delitto infamante” di antifascismo ma l’antifascismo non è una forzatura ideologica ma un dovere costituzionale di ogni insegnante”.
“Schedare gli insegnanti è da fascisti”, dice il capogruppo del Pd al Senato, Francesco Boccia. “Meloni – aggiunge – prenda le distanze dai suoi giovani di Azione studentesca”. Rincara la segretaria dem Elly Schlein: “Le liste di proscrizione non si adattano bene a una democrazia liberale come la nostra ma solo ai regimi. Chiedo a Meloni di far ritirare questa iniziativa che cerca di additare un nemico, ma si devono assumere la responsabilità di esporre persone a dei rischi di qualunque tipo. È una iniziativa che va contrastata e ritirata tanto più se viene da un’organizzazione vicina alla premier”.