repubblica.it, 28 gennaio 2026
Crans, il parlamento federale svizzero contro l’Italia: “Inaccettabili i toni di Roma”
Molti deputati del Parlamento federale svizzero, sia di destra che di sinistra, in questo momento manifestano un sentimento di profonda irritazione, nei confronti dell’Italia, per le critiche all’inchiesta della Procura del Vallese sull’affaire Le Constellation.
Sovranisti, socialisti, verdi, liberali e democristiani ce l’hanno tutti con Roma, che accusano di indebita ingerenza, per aver subordinato il ritorno dell’ambasciatore italiano a Berna, richiamato in patria, a una collaborazione di inquirenti italiani con la Procuratrice Pilloud. Il governo svizzero è finito nel mirino di Meloni, Tajani e di diversi talk show televisivi, dopo la liberazione su cauzione del titolare del locale Le Constellation di Crans-Montana Montana, Jacques Moretti, dove la notte di Capodanno sono morti a causa di un incendio 40 giovanissimi, 6 dei quali di nazionalità italiana, mentre oltre un centinaio hanno riportato ustioni gravissime.
Significativa, al riguardo, la dichiarazione dell’ex-Presidente della Confederazione, Simonetta Sommaruga, che ha definito “inaccettabili i toni di Roma”. Di “minacce verso uno Stato di diritto, degne di una politica da western”, ha parlato un’altra socialista, Jessica Jaccoud, del Canton Vaud. “Far credere che la giustizia svizzera sia male amministrata e che abbia bisogno dell’aiuto dell’Italia è insultante”, ha tuonato, dal canto suo, il sovranista di Ginevra, Mauro Poggia, di origini italiane.
C’e chi, poi, come il democristiano Vincent Maitre, ritiene troppo blanda la reazione del Dipartimento degli Esteri. “Dovrebbe picchiare i pugni sul tavolo”, la sua tesi. E dirne quattro all’ambasciatore italiano in Svizzera, una volta che tornerà a Berna. Insomma, parrebbe che il Parlamento elvetico sia più intransigente con Roma di quanto lo sia il Consiglio Federale, ovvero il Governo.
Va detto che la mossa di Meloni segue di pochi giorni un’altra umiliazione subita dal Consiglio Federale. Questa volta da parte di Donald Trump il quale, durante il recente Word Economic Forum di Davos, è ritornato, sghignazzando, sul colloquio riguardante i dazi, avuto il 31 luglio 2025 con la ministra delle Finanze svizzera, Karin Keller-Sutter, che insultò, dandole della “maestrina”, per poi appenderle il telefono.
A Davos il Governo svizzero ha abbozzato, pur nell’imbarazzo, ora molti parlamentari gli chiedono di cambiare atteggiamento con Roma. “Non siamo una repubblica delle banane”, il commento di un editorialista.