la Repubblica, 28 gennaio 2026
Agenzia Ue per le dogane: Roma ci prova
Un palazzo in viale della Civiltà Romana, in grado di ospitare fino a 500 dipendenti, a mezz’ora dall’aeroporto di Fiumicino e a poche centinaia di metri dalla Nuvola di Fuksas e dal laghetto dell’Eur. È la sede che l’Italia mette a disposizione dell’Euca, la nuova Autorità Doganale dell’Unione Europea, in funzione dal giugno 2026, pienamente operativa dal 2028.
A favore della candidatura italiana, che oggi il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e il sindaco di Roma Roberto Gualtieri andranno a sostenere a Bruxelles, la proiezione internazionale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che svolge già un ruolo di primo piano nei rapporti con i Paesi candidati all’ingresso nella Ue, oltre alla digitalizzazione, garanzia di controlli efficaci uniti a procedure semplificate.
C’è poi un aspetto sottolineato dallo stesso dossier Ue: la scelta dell’Italia «contribuirebbe a riequilibrare la distribuzione geografica delle istituzioni dell’Ue e a rafforzare la visibilità delle istituzioni europee nel Mediterraneo». L’Italia al momento ospita solo l’Efsa (l’Autorità europea per la sicurezza alimentare) a Parma. Le altre città candidate sono Liegi, Malaga, Lille, Zagabria, L’Aia, Varsavia, Porto e Bucarest.
L’Unione doganale europea esiste dal 1968: ha avuto il merito di eliminare i dazi sulle merci in transito tra i Paesi membri, sostituendoli con un sistema tariffario unico per le importazioni extra-Ue. Adesso l’ambizione è di fare un importante passo in avanti: l’Euca dovrebbe gestire e controllare in maniera ancora più efficiente gli arrivi di merci a rischio. Deputati al controllo centralizzato delle operazioni, attraverso un grande hub digitale, per il momento 250 funzionari Ue.