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 2026  gennaio 28 Mercoledì calendario

Rispunta il condono edilizio 2003 ma dalla Camera arriva lo stop

Il ritorno del condono edilizio voluto dalla maggioranza viene bocciato per la seconda volta. Ieri sera l’ufficio di presidenza delle commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera ha dichiarato inammissibili i tre emendamenti identici di FdI, Lega e Forza Italia al decreto Milleproroghe che riaprivano il condono edilizio del 2003. Respinti per «estraneità di materia». La decisione è stata presa sulla base dei consueti parametri che regolano le ammissibilità delle proposte di modifica.
Ennesimo stop dunque per la sanatoria voluta dalla maggioranza che già l’aveva inserita nell’ultima legge di Bilancio e però le forti polemiche e il muro delle opposizioni l’avevano costretta al passo indietro, trasformando la norma in un semplice ordine del giorno. Neanche un mese dopo, il condono è tornato in 3 emendamenti al decreto Milleproroghe ora in discussione alla Camera. Il provvedimento rivede alcune scadenze normative ma spesso viene trasformato in un decreto omnibus. Anche questa volta, però, la riapertura dei termini del condono del 2003 per tutta Italia – inclusa la regione Campania allora esclusa —, per le «opere realizzate in assenza o in difformità del titolo abilitativo edilizio e non conformi alle norme urbanistiche», «purché non rientrino nei casi d’insuscettibilità assoluta di sanatoria», dovrà aspettare. Le opposizioni avevano accusato la maggioranza di mossa «criminogena» e «irresponsabile», soprattutto dopo i gravi danni del maltempo in Calabria, Sicilia e Sardegna. E Legambiente ricordava: «Si incentiva il mattone illegale: oltre il 60% delle 70 mila ordinanze di demolizione dal 2004 al 2022 in Campania, Puglia, Lazio e Sicilia (eseguito solo il 15,3%), hanno riguardato Comuni costieri». Ma Angelo Bonelli, di Avs, avverte: «È la seconda volta che ci provano, lo rifaranno: questo indica la caparbietà con cui la maggioranza vuole perseguire questo obiettivo per fini elettorali».
Tra gli altri 1.133 emendamenti, è inammissibile anche quello di Fratelli d’Italia che riapriva i termini della rottamazione quinquies a chi aveva aderito alla quater. I proponenti bocciati potranno però fare ricorso. Tra gli ammessi, gli altri interventi sulle rottamazioni di Lega e Forza Italia: dalla riapertura dei termini per la quater (dal 30 novembre 2025 al 28 febbraio ‘26), all’estensione al 2023 del ravvedimento speciale degli anni 2018-22. La Lega chiede il rinvio dell’aumento al 33% della tassazione sulle criptovalute, mentre Forza Italia vuole rimandare di 6 mesi la tassa di 2 euro sui pacchi extra Ue.