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 2026  gennaio 28 Mercoledì calendario

Patto tra Europa e India, parte il libero scambio per 2 miliardi di persone. «Un accordo storico»

Per la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen è «la madre di tutti gli accordi», che creerà «un mercato di due miliardi di persone. È la storia di due giganti – la seconda e la quarta economia mondiale». Insieme valgono il 20% del Pil globale. Dopo vent’anni di negoziati ieri a New Delhi è stato chiuso l’accordo di libero scambio «più grande di sempre» tra l’Unione europea e l’India, come ha sottolineato il premier Narendra Modi. Per il presidente del Consiglio europeo António Costa «la cooperazione tra Ue e India contribuirà a plasmare un ordine globale più equilibrato, resiliente e inclusivo».
La situazione di incertezza creata dalla politica commerciale imprevedibile del presidente Usa Donald Trump ha dato una spinta rilevante ai negoziati tra Bruxelles e New Delhi. Ma l’accordo ha anche un valore anticinese. L’Unione europea vuole ridurre la propria dipendenza da Washington e Pechino. Da parte sua New Delhi sta facendo i conti con i dazi al 50% imposti dagli Stati Uniti. I protagonisti lo hanno definito un accordo «storico» per la sua portata. Come ha sottolineato all’Ansa il commissario Ue al Commercio Maroš Šefcovic, «l’Unione europea nel 2025 ha messo il turbo sulla politica commerciale». Dopo Mercosur e India – le intese più grandi —, l’Ue ha ancora «un’agenda fitta di negoziati con i partner del Sud-Est asiatico, Filippine, Malesia, Thailandia» ma l’Ue sta anche «negoziando intensamente con gli Emirati Arabi Uniti». L’iter con l’India non è però ancora concluso, serviranno circa sei mesi per arrivare alla firma.
L’accordo è composto dall’intesa di libero scambio più da una partnership sulla difesa e un memorandum sulla mobilità delle persone (lavoratori qualificati, giovani professionisti e lavoratori stagionali in settori carenti). Secondo la Commissione l’accordo raddoppierà le esportazioni di beni dell’Ue verso l’India entro il 2032, eliminando o riducendo i dazi sul 96,6% delle esportazioni di beni Ue verso l’India. L’Unione eliminerà o ridurrà a sua volta i dazi sul 99,5% delle merci importate da New Delhi. Il taglio delle tariffe consentirà di risparmiare circa 4 miliardi di euro all’anno in dazi sui prodotti europei. Per l’India l’accordo renderà più facile per gli agricoltori e le piccole imprese raggiungere i mercati europei, ha spiegato il premier Modi in conferenza stampa.
I settori europei più avvantaggiati sono quelli dell’automotive (taglio dei dazi dal 110% al 10%, andranno a zero in cinque-dieci anni quelli sulle componenti), dei macchinari, della chimica e della farmaceutica. Ma anche il settore agricolo vedrà scendere i dazi su prodotti come il vino, gli alcolici e l’olio d’oliva, mentre non cambierà nulla per i prodotti considerati sensibili come carne bovina, carne di pollo, riso e zucchero, così come i prodotti lattiero caseari che sono esclusi dalla liberalizzazione prevista dall’accordo.
A differenza dell’accordo con il Mercosur, la reazione del settore agricolo è stata positiva. «Molte delle nostre richieste sono state recepite nei negoziati», spiega Coldiretti. Mentre per Confagricoltura è «un’importante occasione per le imprese agricole italiane ed europee».