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 2026  gennaio 28 Mercoledì calendario

10 mila posti in carcere in più entro il 2027

Dopo l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri lo scorso luglio, il piano di edilizia penitenziaria è entrato nel vivo. Il governo, fin dal suo insediamento, ha dimostrato di aver posto la questione del sovraffollamento carcerario in cima alle priorità. Non a caso, a settembre 2024, l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni ha nominato il manager e professore universitario Marco Doglio come Commissario Straordinario per l’edilizia penitenziaria. E l’obiettivo della sua struttura è chiaro: creare oltre 10 mila posti detentivi entro il 2027 per allentare la pressione sulle carceri italiane.
Non è un mistero infatti che nel Paese manchino migliaia di celle: a fronte di una popolazione carceraria che al 31 dicembre si attestava a 63.499, la capienza massima delle carceri italiane era ferma a 51.277. Un numero che, a seguito di situazioni di inagibilità e vari interventi di ristrutturazione, va rivisto al ribasso di alcune migliaia. Ecco quindi che l’indice di sovraffollamento (ovvero il rapporto tra detenuti e posti disponibili), è arrivato a sfondare quota 130%.
Ma il 2026 dovrebbe essere l’anno della svolta stando al programma definito dal Commissario Doglio. Il piano approvato dal Consiglio dei Ministri prevede una collaborazione multilivello tra i diversi organi implicati nell’edilizia carceraria, con obiettivi ben precisi per ognuno di essi. Al fianco della struttura commissariale si muovono infatti il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, il Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e, ovviamente, il Ministero della Giustizia. Ai 4.500 posti detentivi che dovrà realizzare il Commissario, si aggiungeranno quindi 3.000 unità realizzate dal Mit, 2.500 dal Dap e 50 del Dpmc.
Il Commissario ha quindi definito cinque linee guida lungo cui operare per centrare quota 10 mila alloggi entro dicembre ’27. In primis, l’attenzione è stata rivolta agli interventi in capo al Dap, con l’avvio delle procedure per il censimento delle sue 200 strutture, oltre alle 17 che fanno riferimento al Dgmc. Al momento, sono stati avviati i cantieri di Santa Maria Capua Vetere e di Castelfranco Emilia, oltre alla progettazione di Trani. Operazioni accelerate grazie ai poteri derogatori che la legge attribuisce al Commissario. Altro snodo fondamentale del programma è l’edificazione di nuovi moduli (12/24 posti detentivi) e padiglioni (120/240 posti) in spazi interni agli istituti. Una soluzione resasi necessaria per far fronte al problema delle lunghe tempistiche necessarie per costruire da zero nuovi penitenziari. Lo scorso dicembre sono stati aggiudicati tutti i lotti relativi ai moduli ed è stata avviata la progettazione degli interventi prioritari. Per quanto riguarda i padiglioni, invece, sono state pubblicate tutte le gare pubbliche per la progettazione e la realizzazione, che scadranno a fine gennaio. Accanto all’installazione delle nuove strutture, è stato avviato l’iter per la manutenzione straordinaria degli istituti penitenziari per recuperare il maggior numero possibile di posti detentivi esistenti. Sono quindi in fase di aggiudicazione, con scadenza fissata a febbraio, gli accordi quadro necessari per effettuare i lavori.
Un importante impulso al piano carceri è stato dato dal governo tramite l’ultima Finanziaria. Per i prossimi tre anni sono stati stanziati ben 141,8 milioni di euro per le opere di competenza del Ministero delle Infrastrutture (27,05 milioni nel 2026; 74,426 milioni nel ’27 e 40,324 milioni nel ’28). In particolare, gli interventi saranno concentrati sui penitenziari di Forlì lotto 2, Brescia Verziano, Bologna, Milano Bollate, Milano Opera, Milano San Vittore (Raggi II/IV) e Roma Rebibbia. C’è di più: sono stati approvati gli atti necessari alla realizzazione della nuova casa circondariale di Bolzano, d’intesa con la Provincia autonoma.
Non solo nuove celle però: cruciale nel piano di Doglio è il programma di digitalizzazione. L’obiettivo del Commissario è rafforzare le capacità di programmazione e monitoraggio degli interventi attraverso una nuova piattaforma informatica. Uno strumento che permetterà di censire e gestire tutti i dati relativi ai penitenziari del Dap e del Dgmc.
Non è finita qui. A seguito del censimento degli istituti carcerari, si valuterà la fattibilità di operazioni di trasformazione urbana per realizzare ulteriori 5.000 nuovi spazi detentivi, lavorativi ed educativi per il recupero e il reinserimento dei detenuti. Un progetto che vedrà la trasformazione di alcuni istituti penitenziari non più funzionali alle attuali esigenze.
Insomma, un piano ambizioso a cui il governo vuole dare tutto il supporto necessario. Non è un caso che alla dotazione finanziaria iniziale, l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni abbia aggiunto ulteriori 450 milioni di euro.