Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  gennaio 27 Martedì calendario

Il Qatar “invade” Milano: la sfilata dei suoi blindati. L’Italia ha previsto seimila uomini e 114 milioni per la sicurezza, ma non bastano

Domenica scorsa il centro città di Milano è stato attraversato da blindati scortati dalla polizia, con l’insegna dello “State of Qatar”. Una passerella di quel che sarà la sicurezza olimpica dal 4 al 22 febbraio. Il corteo è transitato da piazza del Duomo al Castello Sforzesco, dall’Arco della Pace a San Siro; il traffico è stato bloccato, con la curiosità dei milanesi che tutto si aspettavano ma non di vedere 104 agenti speciali inviati da Doha per “aiutare” i colleghi italiani per garantire la sicurezza dei Giochi: possibile che gli italiani non riescano a fare da soli? A quanto pare, è la realtà dei fatti, nonostante le assicurazioni di fonti del Viminale che, con pudore, precisano che i qatarini sono stati inviati ai Giochi col ruolo di “osservatori”.
Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi lo definisce: “Un momento di formazione chiesto dalla polizia qatarina”. Un po’ tanti… osservatori peraltro ben armati, con gli imponenti veicoli. L’iniziativa è il frutto di un accordo firmato dopo la recente visita del ministro Matteo Piantadosi allo sceicco Khalifa bin Hamad Al Thani. Ma non è tutto qui. Ci saranno almeno altri 840 agenti speciali inviati dai Paesi che parteciperanno ai Giochi, una prassi tollerata dal 1972, quando un commando palestinese di Settembre Nero sequestrò e uccise 11 atleti israeliani. A cominciare dagli americani, che hanno sempre infoltito di 007 le loro spedizioni olimpiche (come, del resto, i russi e i cinesi). Stavolta, alla cerimonia inaugurale di San Siro saranno presenti il vicepresidente Vance e il segretario di Stato, Rubio. I quali vogliono essere protetti dall’Ice.
Il dubbio è che in affanno non siano solo i cantieri, ma anche i piani di sicurezza (con stanziamento di 114 milioni, cifra destinata ad aumentare). Sono attesi 2 milioni di visitatori in 8 province, per vigilare e prevenire erano stati previsti 6 mila uomini. Non bastano. Sulla carta, saranno mobilitati 3.200 poliziotti più 2.800 tra carabinieri, finanzieri, forze speciali e antiterrorismo, artificieri, più altri 2 mila “operatori aggiuntivi” per Milano, e, appunto i mille delle varie delegazioni straniere. Poi, presenza di uomini dell’Interpol, gli addetti agli apparati elettronici e cibernetica (Internet, Dark Web) di sorveglianza e anti-intrusione, i tecnici dei sistemi satellitari (a nolo), nonché gli specialisti dei riconoscimenti tramite Intelligenza artificiale. A Cortina, le forze dell’ordine conteranno 1.147 agenti, nel Trentino 700. I sindacati di categoria denunciano “criticità per alloggi, vitto, spostamenti, organizzazione”. C’è stato un summit in extremis il 20 gennaio scorso a Roma, ma ancora oggi non sono stati definiti orari e turni, molti non sanno dove andranno a dormire o quali dotazioni avranno per i servizi sulle piste e nelle località alpine. Il Comitato provinciale milanese per l’ordine e la sicurezza ha rispolverato le misure pandemiche di controllo urbano, le famose “zone rosse”.