lastampa.it, 27 gennaio 2026
Puma diventa cinese, alla rivale Anta Sports la maggioranza del gruppo tedesco
uma diventa cinese. Il popolare marchio di articoli sportivi, simbolo di una Germania industriale e globale, che ha costruito la propria identità sulla manifattura di qualità, sull’export e sulla capacità di trasformare lo sport in un business mondiale, passa alla rivale cinese Anta Sports che ha acquisito il 29,06% del marchio dalla società di investimento Artemis, di proprietà della famiglia francese Pinault. L’esborso è di 1,51 miliardi di euro e permetterà al colosso cinese dei prodotti sportivi Anta Sports di diventare il maggiore azionista di Puma.
L’operazione è stata comunicata questa mattina. Il prezzo offerto di 35 euro per azione corrisponde a un premio del 62% rispetto al prezzo di chiusura di Puma di lunedì. Anta ha dichiarato che, una volta completata la transazione, intende entrare nel consiglio di amministrazione di Puma. L’azienda cinese è convinta che, con il suo ingresso, Puma possa accrescere la propria competitività a livello internazionale e la propria notorietà.
«La presenza globale e la focalizzazione su determinate categorie sportive si integrano perfettamente con il nostro modello di business basato su marchi multipli e specializzati», si legge in una nota. Anta ha già acquisito esperienza nell’acquisizione di marchi occidentali. Nel 2019, il gruppo ha guidato un consorzio per l’acquisizione di Amer Sports, proprietaria del produttore di attrezzature sportive Wilson e del marchio di abbigliamento e attrezzature per gli sport invernali Salomon. Recentemente, Puma ha risentito di una domanda debole. La venditrice, Artémis, guidata dal Ceo del gruppo di beni di lusso Kering François-Henri Pinault, aveva precedentemente definito il pacchetto azionario non strategico. L’operazione deve ancora ricevere l’approvazione delle autorità antitrust e degli azionisti di Anta.
Puma ha dietro a sé una storia particolare. È nata nel dopoguerra nel 1948 a Herzogenaurach, in Baviera, dalla rivalità tra i fratelli Adolf e Rudolf Dassler, fondatori originari di Adidas, che in quell’anno si dividono. Dopo la rottura Rudolf Dassler crea Puma puntando fin da subito su scarpe sportive ad alte prestazioni. Negli anni Cinquanta il marchio si afferma nel calcio e nell’atletica, legando il proprio nome a grandi atleti. La consacrazione arriva ai Mondiali di calcio del 1970, quando Pelé indossa Puma davanti alle telecamere.
Negli anni successivi l’azienda cresce come marchio globale, ma attraversa anche fasi di difficoltà finanziaria. A partire dagli anni Duemila Puma si rilancia unendo sport, moda e lifestyle, anticipando il trend dell’athleisure. L’ingresso nel gruppo Kering rafforza il posizionamento internazionale del brand. Oggi Puma è uno dei principali marchi sportivi al mondo, con una forte presenza nel calcio, nel running e nello streetwear. Sulla piazza di Francoforte il titolo ha avviato le contrattazioni questa mattina con un balzo del 20% che portano il valore a quota 26 euro.