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 2026  gennaio 27 Martedì calendario

Svolta della Ue: stop totale al gas russo

Ci sono voluti quasi quattro anni dall’inizio dell’offensiva russa in Ucraina, ma ieri i Paesi dell’Unione europea hanno infine dato l’ok al divieto sulle importazioni di gas russo entro la fine del 2027. La strada, però, resta in salita. L’embargo è stato adottato a maggioranza qualificata rafforzata per aggirare l’opposizione dei Paesi tuttora dipendenti dal gas russo con la Bulgaria che si è astenuta e Ungheria e Slovacchia che hanno votato contro. Non paga, Budapest però avverte che impugnerà la legge presso la Corte di giustizia europea perché il piano si baserebbe su un “espediente legale” «presentando una misura sanzionatoria come una decisione di politica commerciale per evitare l’unanimità», mentre «le decisioni sul mix energetico sono di competenza nazionale».
Prima del 2022, la Russia forniva oltre il 40% del gas alla Ue. La quota è scesa a circa il 13%, ma ammontano comunque a oltre 15 miliardi di euro l’anno. Il testo approvato ieri prevede che la Ue blocchi le importazioni di gas naturale liquefatto russo entro la fine del 2026 e di gas da gasdotto entro il 30 settembre 2027, termine che potrà essere posticipato al 1° novembre se un Paese dovesse faticare a riempire i propri depositi prima dell’inverno. Per gli inadempienti sono previste sanzioni fino a 2,5 milioni di euro per i privati e di almeno 40 milioni per le aziende.
Per Bruxelles il voto rappresenta «una pietra miliare fondamentale» per il raggiungimento dell’indipendenza energetica da Mosca che, dal canto suo, punzecchia. «È difficile dire con certezza se gli europei saranno felici vassalli o infelici schiavi, ma in ogni caso hanno rinunciato alla loro libertà», ha commentato la portavoce del ministero degli Esteri Maria Zakharova.
Intanto proseguono i tentativi di raggiungere un accordo di pace per l’Ucraina. Il secondo round di colloqui trilaterali tra le delegazioni di Russia, Ucraina e Stati Uniti si terrà domenica prossima ad Abu Dhabi. Il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov, però, ha invitato a non «aspettarsi risultati significativi». «Si tratta di una questione molto complessa, con questioni complesse all’ordine del giorno. Resta ancora molto lavoro da fare». Il leader ucraino Volodymyr Zelensky vorrebbe invece accelerare e anticipare il prossimo incontro. Il timore, ha detto, è che il processo negoziale venga utilizzato dai russi «per uno scopo molto cinico e brutale: ritardare nuove misure di pressione contro la Russia che potrebbero effettivamente funzionare. E la pressione è necessaria».