la Repubblica, 27 gennaio 2026
Archivi della Gnam a rischio, li salva il Municipio
L’amministrazione capitolina batte un colpo per salvare dalla dispersione e dall’oblio il grande archivio storico e bio iconografico della Gnamc, la Galleria nazionale di arte moderna e contemporanea di villa Borghese. Un tesoro di oltre 50mila tra schizzi, disegni, manoscritti, lettere, fotografie e documenti di altra natura, provenienti dalle case e dagli studi dei più importanti artisti italiani del dopoguerra, che rischia di perdere la sua unitarietà dopo l’annuncio della direttrice del museo, Renata Cristina Mazzantini, di non considerare più legali le donazioni ricevute nel corso degli ultimi anni. La soluzione potrebbe essere quella di ospitare tutti documenti negli spazi del sistema archivistico del Comune, dai locali di Villa Torlonia a quelli dell’Archivio storico capitolino. La proposta arriva tramite un appello scritto dall’assessora alla Cultura del I Municipio di Roma, Giulia Silvia Ghia, inviato anche al ministero e alla stessa Gnamc. Per evitare che tutte le varie opere possano disperdersi irrimediabilmente, facendo mancare per sempre un pezzo di documentazione essenziale della recente storia dell’arte italiana, Ghia ha fatto sapere di essere pronta a «formalizzare la disponibilità del Comune di Roma a valutare una presa in carico temporanea e condizionata di questi archivi, attraverso forme di ospitalità e gestione negli spazi del sistema archivistico capitolino, nelle more dei necessari chiarimenti amministrativi e nel pieno rispetto delle determinazioni del ministero della Cultura e della Soprintendenza archivistica competente».
La proposta, ha aggiunto Ghia nella sua “lettera aperta” è quella di attivare «immediatamente un tavolo istituzionale tra ministero della Cultura e Roma Capitale, per individuare una soluzione condivisa che garantisca continuità di conservazione, gestione professionale e accesso pubblico, evitando scelte irreversibili come lo smembramento o la restituzione frammentaria dei fondi. Non si tratta di una contrapposizione tra enti, né di una sanatoria impropria, ma di un atto di responsabilità istituzionale finalizzato esclusivamente alla tutela dell’interesse pubblico». La proposta di Ghia si inserisce in un dibattito tra intellettuali e storici dell’arte che ha visto, solo pochi giorni fa, anche un intervento della scrittrice Dacia Maraini. Visto che la Gnamc ha dichiarato nulle le donazioni con le quali erano stati acquisiti i documenti dal 2017 al 2024 la preoccupazione è proprio quella che di questo patrimonio si perda definitivamente memoria a causa di motivazioni apparentemente formali. O per meglio dire per quello che sembrano cavilli burocratici. L’obiettivo del I Municipio del Comune di Roma è quindi quello di mantenere la consultabiltà temporanea dell’archivio, che contiene materiale perfino di giganti dell’arte del Novecento come De Chirico, Guttuso, Carrà, Manzù, Morandi, Balla e Burri in attesa che prosegua e si perfezioni l’iter di acquisizione dei documenti a rischio da parte del ministero. Con il sogno non celato di poter creare nel prossimo futuro un archivio del ‘900 che sia frutto di una collaborazione tra diverse Istituzioni culturali e non solo.