la Repubblica, 27 gennaio 2026
Pirelli, altro scontro fra soci: no di Camfin al piano cinese
Il patto su Pirelli tra la Camfin di Marco Tronchetti Provera e Cnrc si è sciolto venerdì, ma la polemica tra l’imprenditore italiano e il suo primo azionista cinese (padrone del 34%) prosegue.
Ieri con una nota Cnrc ha fatto sapere che «per ragioni di correttezza e trasparenza» il colosso cinese «ritiene necessario precisare di aver presentato una soluzione strutturata e sostenuta da solide motivazioni, basata su strumenti societari tipici e di ampio utilizzo, in linea con le migliori prassi internazionali, con l’obiettivo di risolvere sia il quadro di governance di Pirelli sia le eventuali criticità connesse ai requisiti regolamentari Usa». Proposta che Camfin avrebbe rifiutato, disdettando il patto che scadeva a maggio.
la proposta cinese: separare i cyber tyre come TikTok
«Cnrc auspica sinceramente che tale proposta costruttiva possa essere valutata in modo neutrale con un reale spirito di cooperazione – conclude la nota, ribadendo – la propria piena disponibilità a condurre discussioni in buona fede con le parti interessate, al fine di individuare soluzioni coerenti con un approccio di mercato e sostenibili, nell’interesse di Pirelli, dei suoi azionisti, dei suoi dipendenti e del suo sviluppo industriale di lungo periodo in ogni mercato». A quanto si apprende da fonti finanziarie, la soluzione al problema di commercializzare le gomme intelligenti con i chip negli Usa sarebbe stata una separazione di queste attività in una società a sé, con una sua governance, una soluzione come quella della «segregazione» utilizzata da TikTok. Ma ammesso e non concesso che le autorità Usa avessero accolto questa soluzione Pirelli vende prodotti, non servizi localizzati, e i prodotti devono poter circolare nel mondo a prescindere da chi li utilizza.
Non a caso ieri Camfin con una nota ha replicato che la soluzione prospettata da Cnrc «sarebbe pregiudizievole per il modello di business di Pirelli e per lo sviluppo tecnologico della società». Inoltre, secondo la holding di Tronchetti «tale proposta non consentirebbe a Pirelli, in ogni caso, di essere in linea con la normativa americana sui veicoli connessi». Dal canto suo anche Camfin «ribadisce la propria disponibilità a discutere soluzioni nell’interesse della società, del mercato e di tutti gli stakeholders». La soluzione migliore, secondo Camfin che di Pirelli ha il 25,3%, resta una: la vendita da parte di Cnrc di un 24% di Pirelli a terzi, soluzione che i cinesi finora hanno escluso anche per questioni di prezzo (il titolo ieri valeva 6,34 euro, il 2,5% in meno dell’Ipo del 2017). Intanto mentre prosegue il braccio di ferro, salvo nuovi interventi del governo ai sensi del golden power, a giugno la lista di Camfin per Pirelli potrebbe ricevere la maggioranza dei voti e indicare 12 consiglieri su 15.