Corriere della Sera, 27 gennaio 2026
Valentino, il rebus dell’eredità. Cinque i protagonisti in attesa
L’atto del Tribunale di Roma – Sezione fallimentare è del 29 gennaio 2025: chiusura del fallimento della “Atelier Realm srl” dopo la ripartizione dell’attivo ai creditori e 6 anni di procedura. La società, con una decina di dipendenti, realizzava borse di lusso. Ma i bilanci non hanno retto.
Gwyneth Paltrow, Jennifer Lopez, Uma Thurman, Sarah Jessica Parker e persino Michelle Obama, sono state immortalate con la VBH-bag e le loro foto appese nello showroom di Roma. Le preziose borse (si trovano ancora sul web a prezzi fino a 14 mila euro) erano realizzate nel laboratorio di Pontassieve (Fi) con pellami pregiati come pitone, coccodrillo e vacchetta naturale. Designer l’americano Vernon Bruce Hoeksema, VBH appunto, proprietario dell’azienda. E compagno di Valentino Garavani.
Hoeksema con ogni probabilità sarà uno degli eredi e forse nei 550 mila euro versati nelle casse dell’Atelier a seguito di un accordo transattivo con il curatore fallimentare c’è già un “anticipo” dell’eredità. La sfortunata avventura imprenditoriale ha prodotto un buco milionario, considerando anche un’azienda di gioielleria messa in liquidazione, ma è alle spalle.
Il dolore per la morte dello stilista scomparso il 19 gennaio a 93 anni accompagna adesso il percorso verso la successione. Che è un rebus con alcuni punti fermi e almeno cinque protagonisti, cioè i possibili/probabili eredi: Hoeksema (68 anni); l’ex compagno e socio Giancarlo Giammetti (83); il nipote Piero Villani (77), figlio della sorella Wanda morta nel 1997; il brasiliano Carlos Souza con i figli quarantenni Sean e Anthony; infine la Fondazione Valentino-Giammetti che ha una missione filantropica. Non è chiaro, invece, il grado esatto di parentela di Oscar Garavani, “pronipote” dello stilista. In questo quadro il testamento lasciato da Valentino, con ogni probabilità, definisce a chi andrà cosa. Ma ipotizzare cifre miliardarie è azzardato. Il rebus è, appunto, quello della liquidità e degli investimenti mobiliari.
Filtra però l’esistenza di un conto a Londra presso Coutts & Company, una private bank britannica che gestisce patrimoni da troppi zero per i comuni mortali. Qui oltre a Valentino aveva il conto – si dice – anche la regina Elisabetta.
A Londra hanno avuto la residenza sia Garavani che Giammetti per oltre 10 anni, da quando nel 1998 la maison fu venduta alla Hdp per 500 miliardi di lire (circa 260 milioni di euro). Poi lo stilista ha spostato la residenza, almeno fino al 2021, in Svizzera presso il suo Chalet Gifferhorn di Gstaad e negli ultimi anni nella villa romana. Residenza e Paese di provenienza dei capitali sono temi che potrebbero inserirsi nella procedura di successione.
C’era traccia anni fa di consistente liquidità (analoga a quanto incassato nel 1998) in una holding lussemburghese, poi messa in liquidazione, intorno alla quale ruotavano numerose finanziarie di varie giurisdizioni fiscalmente vantaggiose. Il grande architetto di questo arcipelago è l’avvocato olandese Ronald Feijen. Così come il grande ingegnere che “imbullona” gli hub societari con il timbro della famiglia è il nipote di Valentino, Piero Villani.
I punti fermi sono immobili e yacht, posseduti per lo più in presa diretta dallo stilista. La villa romana da 30 stanze, a bilancio a 1,6 milioni di euro, una frazione del reale valore. Il castello di Wideville in Francia acquistato nel 1995 per 80,7 milioni di franchi (circa 12 milioni di euro) e che oggi ha un valore immensamente superiore. E poi la casa in Toscana, lo chalet a Gstaad.
Gran parte della collezione di opere d’arte, invece, è custodita tra la dimora a Holland Park, a Kensington a Londra (dove si racconta siano appesi alle pareti preziosi Picasso) e l’attico di New York, affacciato su Park Avenue. E anche le opere d’arte sono asset fondamentali ma ancora misteriosi dell’eredità.
Infine lo yacht, il 46 metri TM Blue One, costruito nel 1988: pesa per un milione l’anno sui conti della Seaboats e il suo attuale valore è di 12,4 milioni, secondo una perizia dello studio tecnico del Comandante Alberto Bertacca.