Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  gennaio 27 Martedì calendario

Quando un Paese straniero può inviare uomini di scorta. L’uso delle armi è consentito

In occasione di missioni di personalità straniere in Italia, o di eventi ai quali partecipano stranieri, è consentito l’arrivo di scorte e dispositivi di sicurezza.
1 Quale procedura deve essere seguita?
Attraverso i canali diplomatici le autorità del Paese da cui proviene la personalità o la delegazione presentano una richiesta al ministero degli Esteri chiedendo l’autorizzazione all’arrivo in Italia del personale che si occupa della scorta. Oltre a documentare le esigenze operative, nell’istanza devono essere indicati il numero di agenti che si vuole impiegare e i mezzi necessari alla missione.
2 Chi si occupa dell’istruttoria italiana?
Il ministero dell’Interno – in particolare la Direzione centrale della polizia di prevenzione e l’Ufficio scorte – deve stabilire quale sia il livello di rischio da affrontare e modulare il tipo di protezione.
3 Ci sono contatti diretti tra i Paesi?
La collaborazione tra gli Stati prevede che ci siano consultazioni sia a livello di forza dell’ordine e – se necessario e soprattutto quando si tratta di personalità di rilievo – anche tra i servizi di intelligence.
4 Oltre agli agenti che cosa è consentito in questo tipo di dispositivo?
I rappresentanti della scorta devono essere autorizzati all’uso delle armi in dotazione al reparto e anche ai mezzi blindati da utilizzare per lo spostamento della personalità e della delegazione. Per le armi viene rilasciato una sorta di «permesso provvisorio» che ne consente il possesso e, in casi di emergenza, l’utilizzo.

5 Il Paese di provenienza della personalità deve comunicare l’identità degli appartenenti al dispositivo di scorta?
Sì, le autorità italiane devono essere informate riguardo a chi entra nel nostro Paese, anche se ci sono diversi livelli di segretezza che possono essere coperti da accordi tra i due Stati, soprattutto se la personalità è di primo livello (ad esempio un capo di Stato).
6 Che cosa succede quando la personalità o la delegazione arriva in Italia?
Dopo le procedure di ingresso e la «registrazione» delle scorte, la polizia prende in consegna l’ospite. Gli uomini e mezzi stranieri si muovono sempre con le forze di polizia italiane.
7 Quali sono i livelli di scorta?
Sostanzialmente due. Livello alto che prevede diversi veicoli, agenti armati, moto staffetta e agenti della sicurezza personale. Livello medio/basso che prevede un’auto con agenti armati, spesso in abiti civili.
8 Quali sono i compiti delle scorte miste?
Proteggere la personalità o la delegazione durante tutta la permanenza effettuando controlli preventivi dei luoghi visitati. Intervento in caso di emergenza anche prevedendo lo spostamento in un sito sicuro di fronte a un pericolo imminente.