Corriere della Sera, 27 gennaio 2026
Tom, lo «zar dei confini» (premiato anche da Obama) che piace ai moderati
Alcuni repubblicani al Congresso hanno subito accolto con favore la notizia che lo «Zar del Confine» Tom Homan, 64 anni, sostituirà la ministra della Sicurezza Interna Kristi Noem in Minnesota alla guida delle operazioni contro gli immigrati illegali, sperando che questo possa portare a una de-escalation. Anche alcuni funzionari del dipartimento della Sicurezza interna – secondo i media americani – hanno espresso (anonimamente) sollievo, perché non tutti vedono con favore le tattiche pesanti usate dal capo della Polizia di Frontiera Gregory Bovino e appoggiate da Noem, ex governatrice del South Dakota diventata celebre per i selfie davanti agli immigrati tatuati e a torso nudo chiusi in cella. Nel dare la notizia su Truth Trump ha scritto ieri che Homan è un «duro ma giusto». Si dice che abbia una visione diversa dei raid anti-immigrati e che li voglia più mirati (ma se ci sono altri immigrati illegali «collaterali» sul posto vengono arrestati comunque) e che sia più abile nei rapporti con le forze dell’ordine locali. La Casa Bianca nega ogni rivalità interna, ma il sito Axios scriveva a dicembre che il rapporto tra Homan e Noem è così teso che quasi non si parlano. L’approccio ultra-aggressivo di Noem ha portato anche alle dimissioni del commissario per la Polizia di frontiera Rodney Scott, secondo il sito di destra Washington Examiner. La portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt ha mostrato ieri ai giornalisti un articolo di 9 anni fa del Washington Post intitolato «Incontrate l’uomo che la Casa Bianca ha premiato per aver deportato gli immigrati illegali»: nel 2015 Homan ha ricevuto la Presidential Rank Award, sotto Obama. Alle prime righe del pezzo si legge che «deporta le persone, ed è molto bravo a farlo». Al tempo era direttore esecutivo associato per le «operazioni di rimozione» di Ice. I sostenitori di Homan e di Noem hanno lanciato accuse contro l’uno o l’altra di irregolarità nello spendere i soldi. Il dipartimento di Sicurezza Interna si è visto assegnare più di 170 miliardi dal Congresso per arrestare e deportare immigrati illegali e lei ha speso milioni in pubblicità, per cui l’hanno accusata di promuovere se stessa anziché il dipartimento. Lui è stato accusato di prendere mazzette (ma prosciolto) e di conflitto di interesse. Tanti funzionari dell’immigrazione sono fedeli a Homan: è nel settore da 30 anni. E ci sono lamentele che Noem sia troppo influenzata da Corey Lewandowski, ex consigliere di Trump che ha molti nemici nell’entourage del presidente.