Corriere della Sera, 27 gennaio 2026
Minneapolis, svolta di Trump. Via Bovino e i suoi agenti
Il capo della polizia di frontiera Gregory Bovino e alcuni dei suoi agenti coinvolti nelle operazioni di questi giorni a Minneapolis lasceranno già oggi il Minnesota, secondo funzionari dell’amministrazione citati dai media americani. Bovino, aggiunge la rivista Atlantic, è stato rimosso dal suo ruolo di responsabile delle operazioni nelle città americane e tornerà al suo vecchio ruolo di capo del settore di El Centro in California. Trump segnala di stare cercando una via d’uscita e una de-escalation dalla crisi di Minneapolis. Domenica il presidente ha ricevuto telefonate di repubblicani preoccupati per l’assenza di un’indagine indipendente, per i video che contraddicono le dichiarazioni dei suoi ministri, per le tattiche violente contro i manifestanti, nonché di alleati arrabbiati perché alcuni suoi funzionari hanno messo in dubbio il Secondo Emendamento (il diritto alle armi) criticando il fatto che Alex Pretti fosse armato a una protesta. Niente illustra la necessità di un cambiamento quanto il caso di Chris Madel, che è l’avvocato dell’agente che ha sparato a Renée Good e un candidato a governatore del partito repubblicano che ieri si è ritirato dalla corsa criticando le tattiche degli agenti federali anche se è favorevole alla caccia agli immigrati illegali: «Non posso guardare negli occhi le mie figlie se dico loro di correre come repubblicano quando stanno prendendo di mira ispanici e asiatici per il colore della loro pelle».
Mentre il consigliere Stephen Miller dice che non bisogna tirarsi indietro a Minneapolis, altri alla Casa Bianca vedono la situazione come un rischio politico e stanno cercando un modo per continuare le espulsioni di immigrati senza scontrarsi con i manifestanti. E Trump deve rivendicare di uscirne vincente. Così ha dichiarato ieri che il crimine si è già «ridotto» in Minnesota e gli agenti hanno fatto «un lavoro fenomenale», poi ha annunciato ieri l’invio di Tom Homan, «Zar del Confine», che sostituirà nella guida delle operazioni nello Stato la ministra per la Sicurezza interna Kristi Noem criticata insieme a Bovino (uno dei suoi agenti ha sparato a Pretti). Bisognerà vedere come ciò si ripercuoterà sulla situazione sul campo, ma si sa che c’è rivalità tra Homan e Noem e che hanno una visione diversa di come mettere in atto le espulsioni: lui preferisce retate più mirate. Non è l’unico segnale: il presidente ha anche parlato con il governatore dello Stato Tim Walz dicendo che sono su una «simile lunghezza d’onda», totale cambiamento di tono. La Casa Bianca ha aggiunto che ridurrà il numero degli agenti federali anti-immigrazione in Minnesota se le autorità locali aumenteranno la cooperazione con i federali. Trump ha chiesto a Homan di mettersi in contatto con Walz per coordinarsi sui «criminali» già arrestati dallo Stato. La portavoce Karoline Leavitt ha aggiunto anche che gli agenti della Polizia di Frontiera non saranno più necessari per supportare Ice se quest’ultima «potrà continuare a lavorare pacificamente» con la polizia locale, «come stanno facendo con efficacia in tanti altri Stati». Ma Minneapolis è una città «santuario» per i migranti. Il governatore ha parlato di cooperazione sui criminali già arrestati e sui violenti, ma non sarà semplice per lui e per il sindaco Frey lavorare con Ice, visto che loro stessi hanno chiesto che se ne vada. Ieri avvocati della città hanno chiesto a una giudice federale, Kate Menendez, di porre fine alla presenza di 3.000 agenti di Ice e Polizia di frontiera; non c’è ancora il verdetto ma la giudice ha suggerito che potrebbe essere di là del suo potere.
«Nessuno, incluso il presidente Trump, vuole che si spari alle persone», ha aggiunto Leavitt, cercando di prendere le distanze dagli attacchi contro Pretti fatti da Noem, Bovino e altri: anche se il presidente lo ha criticato per aver portato una pistola «potente», «imprevedibile» e carica ad una protesta, ha detto che l’indagine è ancora in corso: «Stiamo rivedendo tutto». L’indagine è condotta dal dipartimento della Sicurezza interna e dall’Fbi, e c’è una indagine interna alla Polizia di Frontiera, ma molti in Minnesota non si fidano. Walz ha chiesto a Trump di coinvolgere le autorità statali nell’indagine, ma il presidente non ha ancora deciso. Trump promette di lasciare a Homan anche l’incarico di esaminare lo scandalo sulla frode dell’assistenza sociale per cui è stato accusato di coinvolgimento anche Walz.