Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  gennaio 26 Lunedì calendario

Emergenza a Niscemi, si allarga il fronte della frana: case in bilico e mille sfollati. Il sindaco: “Situazione drammatica”.

Le immagini dall’alto sono impressionanti. A Niscemi il fronte della frana si allarga: nella notte si è staccata una porzione profonda dieci metri di costone nel versante Ovest della cittadina di 25mila abitanti in provincia di Caltanissetta. Interi quartieri, Sante Croci, Trappeto e via Popolo, sono stati evacuati. Sono circa trecento le famiglie – oltre un migliaio di persone – trasferite in altre abitazioni e in un palazzetto dello sport. Scuole chiuse e collegamenti stradali interrotti come le provinciali 10 e 12. Da qualche ora ha ripreso anche a piovere e i cedimenti continuano.
“Abbiamo un fronte della frana di almeno quattro chilometri, sempre più ampio”, dice il sindaco Massimiliano Conti: “Ci sarà una zona rossa – aggiunge – con famiglie che non potranno rientrare nelle loro abitazioni. Dobbiamo rialzarci”. “Il fronte della frana si allarga, anche sulla base delle immagini che sono state effettuate attraverso droni”, dice il vicesindaco e assessore Pietro Stimolo. La zona interessata aveva già subito uno smottamento 29 anni fa. Il 16 gennaio scorso nella cittadina si era verificato un evento simile. Intorno alle 13 di domenica 25 gennaio si è poi attivato un importante movimento del versante ovest di Niscemi, dall’area del Belvedere al torrente Benefizio, con crolli e lesioni sull’asfalto. Uno smottamento accentuato dalle fitte piogge che hanno interessato gran parte della Sicilia a seguito dell’arrivo del ciclone Harry. La situazione peggiora la notte tra il 25 e il 26 gennaio quando la terra ha ripreso a muoversi.
Per chi ha dovuto o voluto lasciare la propria casa è stato disposto dalla Protezione Civile un servizio di accoglienza: molti hanno passato la notte nel palasport “Pio La Torre”, mentre da Palermo sono arrivate centinaia di brandine destinate alle persone sfollate. Situazione critica anche per i collegamenti stradali, con il paese a rischio isolamento: la frana infatti ha interrotto la strada provinciale SP10 e l’unica via di collegamento con la statale Gela-Catania resta la provinciale 11.
Domenica il sindaco ha disposto la chiusura delle scuole a partire da lunedì mattina. “Nella notte la situazione è notevolmente peggiorata. Siamo molto preoccupati. Al momento l’unico modo per arrivare a Niscemi è da Caltagirone, ma stiamo cercando delle alternative viarie. La situazione è drammatica“, ha dichiarato il primo cittadino. L’amministrazione ha attivato il Centro operativo comunale. Il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci ha fatto sapere di essere aggiornato sul caso: “Ho sentito il sindaco assicurando la massima collaborazione del governo Meloni e del nostro dipartimento nazionale di Protezione civile, che ha già disposto l’invio di un team di tecnici”. Il governatore Renato Schifani assicura che “La Regione Sicilia è pronta a fare tutto il possibile per garantire la sicurezza dei cittadini, dare assistenza agli sfollati, molti a titolo precauzionale, e ripristinare al più presto i collegamenti viari”.
Il dirigente generale della protezione civile siciliana Salvo Cocina si è recato sul posto e fa sapere che seguirà da vicino l’evolversi degli eventi. Presenti anche i Vigili del fuoco, i tecnici comunali, i tecnici del dipartimento regionale della Protezione civile e le forze dell’ordine. “Nella notte la frana si è mossa ancora e si è estesa in direzione Gela”, comunica Cocina. Martedì è atteso in città anche il professor Nicola Casagli, presidente dell’Istituto nazionale di Oceanografia e Geofisica sperimentale.
“Ho acquistato la mia abitazione un anno fa, con un mutuo, oggi, non so cosa ne sarà. La casa è nella zona colpita dalla frana. Per ora, siamo da parenti ma non so che situazione potrà esserci nei prossimi giorni”, racconta Francesco Blanco, un autotrasportatore anche lui tra gli sfollati. “È una frana molto più grave di quella del 1997 – dice l’avvocato Ennio Adamo – ho studio e casa nella zona della frana. Ieri, con la mia famiglia, ho preso poche cose e ho dovuto lasciare tutto il resto. Ci siamo registrati nell’elenco del Comune degli sfollati per avere novità”. C’è anche chi ha l’abitazione e l’attività professionale proprio a ridosso della strada che frana. “Ieri, abbiamo preso i bambini in fretta e qualche mobilia – dice Francesco Iannì – dobbiamo attendere. È tutto molto grave e anche portare avanti la propria attività professionale diventa difficile, in un contesto di incertezza come questo”.
La frana di Niscemi non è stata l’unica in questi giorni in Italia: domenica sera, in provincia di Genova, la statale Aurelia ha ceduto nel comune di Arenzano all’altezza della galleria Pizzo. La strada è stata chiusa in entrambe le direzioni, e le operazioni di messa in sicurezza sono proseguite tutta la notte. Sul posto è stato attivato il protocollo Usar, con il supporto di unità cinofile, mezzi di movimento terra e personale specializzato.