repubblica.it, 26 gennaio 2026
Varese inaugura il Famedio, ma spuntano gli errori: Roberto Maroni diventa Ernesto. Critiche social
Qualche svista di troppo rovina la cerimonia di inaugurazione ufficiale, al cimitero monumentale del quartiere di Giubiano, del nuovo famedio di Varese: nei nomi dei primi 58 cittadini benemeriti spuntano ben tre errori. Di cui uno eclatante: Roberto Maroni detto Bobo, già presidente di Regione Lombardia ed esponente di spicco della Lega, nella targa appare come “Ernesto ‘Bobo’ Maroni”, con il secondo nome (Ernesto appunto) che ha misteriosamente sostituito il primo.
Per fortuna i nomi non sono stati incisi su una lastra di marmo, ma scritti su targhe amovibili che rendono ben più agevole la correzione dei refusi: “Ringraziamo il cielo, perché altrimenti avrei dato io una testata contro il marmo, per quanto sono dispiaciuta” sorride con un pizzico di amarezza la consigliera comunale di maggioranza Francesca Strazzi, presidente della Commissione Famedio.
Ma ci sono refusi anche nel cognome del medico e senatore Antonio Tomassini, che è diventato Tommasini, e nel nome della scrittrice Liala, che si chiamava Amalia ed è stata “ribattezzata” Amelia.
“Stiamo cercando di capire come sia stato possibile, soprattutto nel caso di Maroni, perché può capitare una lettera che salta o viene sostituita, ma non che spunti dal nulla un nome che su tutti i documenti in nostro possesso non viene mai citato. Abbiamo controllato e ricontrollato nelle ultime ore, ma non compare da nessuna parte – prosegue Strazzi – Abbiamo lavorato a questo progetto per più di un anno perché tutto fosse perfetto. Sono davvero molto dispiaciuta. Posso solo dire che siamo già al lavoro per rimediare: le targhe con gli errori verranno momentaneamente rimosse e i tecnici mi garantiscono che entro una settimana o dieci giorni al massimo, compatibilmente con i tempi necessari per la laminatura, saranno posizionate quelle corrette”.
Nel frattempo, sui social si moltiplicano i post ironici: sul gruppo Facebook “La Bissa de l’Insubria” c’è chi parla di “errori, macroscopici strafalcioni e dimenticanze” che “trasformano il Famedio in un luogo di superficialità e sciatteria, di smemoratezza e soprattutto di decadenza” e chi ritiene che “il Famedio diventa Infamedio”.
Sarcastico il lungo commento pubblicato sul sito dell’associazione culturale “Il Bobo”, nata proprio per ricordare Roberto Maroni, dal socio fondatore Marco Pinti, già segretario cittadino della Lega: dopo aver passato in rassegna alcuni dei più illustri “Ernesto” della storia, da Hemingway a Che Guevara, si sofferma sull’opera di Oscar Wilde “L’importanza di chiamarsi Ernesto”, definendola “una commedia degli equivoci che aveva lo scopo di smascherare le formalità ipocrite della società vittoriana, ma che oggi possiamo benissimo adattare alla Varese del nostro Bobo” e sottolineando che quello apparso sul Famedio è “un madornale errore del sindaco: da seppellirsi di vergogna, per restare in tema. Eppure noi, che da Bobo abbiamo imparato a trasformare gli accidenti in qualcosa di migliore, attendiamo con fiducia una nota di scuse pubbliche che sia proporzionale alla figuraccia dell’amministrazione”.
In ogni caso, conclude Francesca Strazzi, “quando abbiamo lanciato quest’iniziativa non ci saremmo aspettati un simile riscontro. Abbiamo ancora sul tavolo moltissimi nomi proposti da cittadini e associazioni, che ci fanno riscoprire parti importanti della storia cittadina. Le targhe amovibili sono state pensate proprio per questo: si tratta di un lavoro in itinere e quindi un domani potrà cambiare l’ordine dei nomi. Per il momento questo sistema ci permetterà di rimediare in tempi brevi alle sviste che si sono verificate”.