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 2026  gennaio 26 Lunedì calendario

Basole di epoca romana divelte per la fibra ottica: stop al cantiere sull’antica via Cassia

Ha resistito più di duemila anni ma a Montefiascone è stata divelta per installare sottoterra i cavi della fibra ottica e portare internet a duemila abitazioni in una area rurale della città sul lago di Bolsena: l’antica Cassia di epoca romana, che collega Roma e Viterbo, costruita nel II secolo a.C. e oggi parte importante della via Francigena e del patrimonio storico laziale, è stata manomessa dalle ruspe di un cantiere di Open Fiber, finanziato con fondi Pnrr e voluto dal governo nell’ambito del piano nazionale per la trasformazione digitale.
I lavori nel comune di Montefiascone sono iniziati nel 2023 e in questi giorni il cantiere si era spostato nell’area rurale di Paoletti. Ma proprio in questo punto passa la antica via Cassia di epoca romana che ancora oggi collega Roma e Viterbo, e per installare i cavi della fibra ottica gli operai del cantiere hanno divelto alcune basole di epoca romana, le lastre di pietra naturale usate in epoca imperiale per la pavimentare le strade.
Il danno è rilevante non solo dal punto di vista storico e culturale, ma anche simbolico e turistico. La via Cassia è stata costruita duemila anni fa in epoca repubblicana, poi ampliata dagli imperatori Traiano e Adriano nel primo secolo dopo Cristo, infine è diventata un pezzo importante del percorso dei pellegrini nel Medioevo e oggi è parte della via Francigena: è uno dei punti turistici e culturali più importanti del Lazio oltre a essere patrimonio protetto dall’Unesco.
Il caso è scoppiato sabato 24 gennaio quando alcuni residenti hanno visto gli operai e le ruspe e hanno segnalato il danno al Comune. “Appena abbiamo ricevuto la notizia abbiamo contattato la procura e la soprintendenza” ha detto il sindaco di Montefiascone Giulia De Santis alla guida dal 2021 di una giunta di centrosinistra.
Il cantiere è stato messo sotto sequestro dalla polizia locale ma rimane da capire di chi è la responsabilità. Secondo il sindaco i lavori dovevano essere fatti in altro modo: “L’azienda aveva un permesso ministeriale per fare i lavori di posa della fibra, ma in quel punto doveva tassativamente fare un passaggio aereo. non c’erano altre autorizzazioni né da parte del comune né dalla soprintendenza del ministero Beni culturali”.
De Santis poi ha risposto alle critiche provenienti dall’opposizione di centrodestra che ha accusato la giunta di non aver controllato in modo adeguato: “Questo della fibra è un progetto ministeriale finanziato da fondi Pnrr. Le amministrazioni pubbliche locali non hanno discrezionalità, il Comune è la parte lesa e abbiamo agito con tempestività: in merito ai controlli e alla sorveglianza, dovremmo avere una persona fissa su ogni cantiere e non è possibile.”