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 2026  gennaio 26 Lunedì calendario

Aerei, «re Mida» O’Leary: la sua Ryanair vale 30 miliardi, ha zero debiti e la lite con Musk è un affare

L’opposto della diplomazia, irriverente al limite dell’insulto, qualche volta – anzi: spesso – sopra le righe, ma allo stesso tempo, a sentire decine di colleghi-rivali, «il miglior amministratore delegato di una compagnia aerea di un Paese occidentale». Invidiato e copiato da molti, Michael O’Leary, numero uno del gruppo Ryanair – la più grande holding low cost nei cieli d’Europa che include anche le divisioni Malta Air, Buzz, Lauda Europe – oggi commenterà i dati del trimestre ottobre-dicembre 2025. Dati che, come da qualche anno a questa parte, non scontenteranno gli azionisti.
Anche perché il vettore resta oggetto d’invidia per il settore: una capitalizzazione di circa 30 miliardi di euro (seconda aviolinea al mondo tra quelle quotate), di fatto zero debiti, aerei tutti di proprietà, liquidità più che soddisfacente, aerei pieni quasi sempre (il tasso medio è del 94%), dominio in alcuni dei mercati più rilevanti del Vecchio Continente (a partire dall’Italia), qualche grattacapo regolatorio (vedi la maxi-multa da 256 milioni di euro della nostra Antitrust per abuso di posizione dominante sulla vendita dei biglietti), qualche torta in faccia (come a Bruxelles) e tante liti pubbliche.
Ecco, le liti. Nei giorni scorsi è andata in scena forse quella più spettacolare, per O’Leary, con Elon Musk, il patron di Tesla, X (l’ex Twitter), SpaceX (che controlla Starlink), l’uomo più ricco del mondo (oltre 650 miliardi di dollari di patrimonio, secondo il Billionaire Index di Bloomberg) a proposito del Wi-Fi in aereo. Per il capo di Ryanair il dispositivo di Starlink costerebbe «200-250 milioni di euro all’anno tra installazione e maggiori consumi di carburante». Musk, che sta firmando diversi accordi con i grandi vettori, ha smentito. 
Poche ore dopo, il ceo di Ryanair gli ha dato dell’«idiota», che «non conosce il trasporto aereo» e ha bollato X una «fogna». A quel punto Musk ha chiesto agli utenti social se avrebbe dovuto comprare o meno la low cost europea che lui ha chiamato «Ryan Air» (che esiste, ed è un’altra aviolinea, basata in Alaska, dove collega i piccoli villaggi). La maggior parte ha detto «sì», di comprare. Fa niente se le norme Ue per il controllo delle società comunitarie sono un ostacolo (quasi) insormontabile. Quindi ha definito O’Leary uno «scimpanzé insopportabile, con bisogni speciali» e «che non ha la minima idea di come volino gli aerei».
Il capo di Ryanair ha così convocato una conferenza stampa, mandata in diretta tv un po’ ovunque in Europa e nel resto del mondo (dove Ryanair non vola). E l’irriverenza del ceo della low cost è tale che Sky News ha dovuto avvisare, inserendo la scritta in sovrimpressione «Attenzione: è previsto linguaggio esplicito». O’Leary si è «contenuto». Ha ringraziato Musk, «per l’enorme pubblicità che sta facendo schizzare le vendite dei biglietti aerei» e gli ha anche regalato un volo gratuito, «nell’ambito della nostra campagna promozionale per i grandi idioti su X». 
«È stato uno scontro divertente tra due ego spettacolari dove però Michael ha tenuto testa a Musk senza problemi», racconta l’ad di una delle principali compagnie aeree (tradizionali) d’Europa. Questo perché, prosegue, la lite si è giocata «tutta sul terreno che O’Leary conosce benissimo». Quello del far rumore per portare i clienti-passeggeri sul sito di Ryanair. «Guardi qui, noi spendiamo per la promozione dei nostri voli appena 4 euro a passeggero, meno della metà di Wizz Air, un sesto di easyJet», ha raccontato in autunno durante una chiacchierata con il Corriere. «Non c’è bisogno di disperdere denaro, basto io con le mie sceneggiate a fare pubblicità», ha ammesso. «Io mi scateno contro Ursula von der Leyen, finisco sui giornali e sui siti web e boom... le vendite s’impennano». 
Tanto è «esplosivo» mediaticamente, tanto O’Leary è riservato sulla sua vita privata. Sposato con Anita (che, dice, «è la boss»), quattro figli teenager, una grande tenuta nel cuore dell’Irlanda con bovini (Black Angus) e cavalli (da corsa, ha anche vinto diversi trofei), non è sui social media, veste sempre sportivo, si muove come un flipper tra le varie basi operative di Ryanair (95) e grazie alle sue azioni nella low cost (oltre 44 milioni, per un valore superiore agli 1,2 miliardi di euro) è uno degli uomini più ricchi del Paese. Del suo passo indietro dalla low cost si parla da un paio d’anni. Il contratto come ceo è stato esteso fino a luglio 2028. Lui continua a divertirsi come se fosse il primo giorno. E dice che della successione se ne parlerà, «salute e moglie permettendo», tra una decina d’anni.